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Tyrese Maxey guida i Philadelphia 76ers alla vittoria su Indiana con 29 punti, 8 assist e un record personale di 8 rubate, celebrando così la sua titolarità all’All-Star 2026.
Luka Doncic si prende la scena con l’ennesima prestazione da MVP e guida i Los Angeles Lakers a una rimonta di peso sul parquet di Denver. Il fuoriclasse sloveno chiude con una spettacolare tripla doppia, ma il successo per 115-107 contro i Nuggets porta anche la firma di Marcus Smart, autentico equilibratore della squadra su entrambi i lati del campo.
L’idea di Doncic, maturata già in estate, era chiara: affiancarsi un difensore d’élite capace di coprire le sue lacune e di dare identità alla squadra. La chiamata di Marcus Smart, ex simbolo dei Boston Celtics e Difensore dell’Anno NBA, si è rivelata lungimirante.
Doncic è stato semplicemente dominante: 38 punti, 13 rimbalzi e 10 assist, con percentuali solide al tiro e la consueta capacità di controllare il ritmo della partita. Al suo fianco LeBron James ha risposto presente, sfiorando la tripla doppia con 19 punti, 9 rimbalzi e 8 assist, dimostrando di essere ancora un partner all’altezza del talento sloveno.
Eppure, il vero ago della bilancia è stato Smart. Silenzioso in attacco ma letale quando serviva, ha chiuso con 15 punti e tre triple pesantissime, trasformandosi soprattutto nel perno difensivo della rimonta. La sua pressione su Jamal Murray e la sua intelligenza nelle rotazioni hanno spezzato l’attacco di Denver nella ripresa.
I Nuggets, privi di Nikola Jokic e di diversi titolari, avevano chiuso il primo tempo avanti 71-58, ma nella seconda metà di gara sono andati progressivamente in difficoltà. Murray ha provato a tenere in piedi la squadra con 28 punti e 11 assist, mentre Aaron Gordon ne ha aggiunti 18, ma la difesa dei Lakers ha alzato il livello fino a ribaltare l’inerzia del match già alla fine del terzo quarto.
Merito anche delle scelte tattiche di JJ Redick, che ha insistito sui raddoppi sistematici su Murray e su rotazioni difensive estremamente aggressive. In questo contesto è emersa anche la prestazione di Jaxson Hayes, chiamato a un ruolo centrale dopo l’uscita per infortunio di Deandre Ayton. Hayes ha portato energia, protezione del ferro e mobilità, risultando uno dei più incisivi per impatto complessivo.
La vittoria non cancella tutte le difficoltà recenti dei Lakers, ma rappresenta un segnale forte. Non solo per la classifica, ma per l’identità che la squadra sta costruendo: Doncic come leader offensivo totale, LeBron come regista aggiunto e Smart come collante difensivo e mentale.
Alla fine, il messaggio è chiaro: Luka Doncic aveva visto giusto. Chiamare Marcus Smart è stato un azzardo solo sulla carta e si sta già rivelando una delle chiavi della rinascita gialloviola.
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