Djokovic lascia il sindacato PTPA: “Non rispecchia più i miei valori”

Novak Djokovic annuncia l'uscita dalla Professional Tennis Players Association (PTPA), il sindacato da lui co-fondato, citando divergenze su trasparenza e governance.

Novak Djokovic ha annunciato la sua decisione di lasciare la Professional Tennis Players Association (PTPA), l’associazione dei giocatori di tennis che aveva co-fondato nel 2020 insieme al canadese Vasek Pospisil. In un post pubblicato sul suo profilo X, il campione serbo ha dichiarato: “Dopo un’attenta valutazione, ho deciso di allontanarmi completamente dalla Professional Tennis Players Association. Questa decisione è frutto di continue preoccupazioni in merito a trasparenza, governance e al modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate”.

Le motivazioni dell’addio

Djokovic ha espresso insoddisfazione riguardo alla direzione attuale della PTPA, sottolineando che i suoi valori e il suo approccio non sono più in linea con quelli dell’organizzazione. Ha aggiunto: “Sono orgoglioso della visione che Vasek e io abbiamo condiviso quando abbiamo fondato la PTPA, ovvero dare ai giocatori una voce più forte e indipendente, ma è ormai chiaro che i miei valori e il mio approccio non sono più in linea con l’attuale direzione dell’organizzazione”.

Il futuro di Djokovic e della PTPA

Con l’avvicinarsi degli Australian Open, Djokovic ha dichiarato: “Continuerò a concentrarmi sul tennis, sulla mia famiglia e a contribuire allo sport in modi che riflettano i miei principi e la mia integrità. Auguro ai giocatori e a tutti coloro che sono coinvolti il meglio per il futuro, ma per me questo capitolo è ormai chiuso”.

La PTPA era stata fondata con l’obiettivo di fornire ai giocatori una voce più forte e indipendente nel panorama del tennis professionistico. Tuttavia, la decisione di Djokovic di abbandonare l’associazione solleva interrogativi sul futuro dell’organizzazione e sul suo ruolo nel mondo del tennis.

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