De Laurentiis: “Il ritiro, l’offerta a Mertens, l’acquisto di Kvaratskhelia, i 220 mln persi col Covid e il futuro tra Spalletti e i tifosi” | ESCLUSIVA

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista esclusiva a Kiss Kiss Napoli.

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Kiss Kiss Napoli.


“Il problema del ritiro è che è successivo ad una vampata di calore che ti prende da tifoso, perchè quando uno vede una partita di calcio, anche se sei il presidente, diventi un tifoso da Curva A o da Curva B o da Distinti. I tifosi che vengno allo stadio sono puri e meritano rispetto. Io non ho mai avuto una vampata di colore e di calore così, ero diventato rossissimo, per i venti minuti successivi a quei 9 minuti maledetti di Empoli-Napoli. Allora rimani male perchè in quel momento hai offeso l’identità del napoletano, hai offeso le 5mila persone che son venute a vederti, hai offeso quesi 160 milioni di tifosi nel mondo che ti stanno guardando. Quando nell’animo spugnandi senti dire, anche dallo stesso Spalletti, ‘forse ci vuole il ritiro’, allora ritiro sia. Poi a freddo rifletti e dici ‘ma che è sta stupidaggine arcaica del ritiro?’, questo riguarda il calcio vecchio. Molti di voi giornalisti non avete capito che il calcio è un’industria vera con delle regole precise e delle volte sorrido, quando leggo ‘ma de Laurentiis è un padre padrone’, ‘Ma De Laurentiis non ha messo le persone al posto giusto in società’. Io non credo, credo che il Napoli abbia fatto una cavalcata senza precedenti. Quando sono arrivato il Napoli non esisteva e per rispetto verso la storia del club lo chiamai Napoli Soccer. Poi quando tornammo in B recuperammo il nome Società Sportiva Calcio Napoli. Se noi andavamo a verificare dove eravamo per la UEFA, vi dico che noi non esistevamo nemmeno per l’UEFA, non avevamo voce in capitolo. Poi tornammo in A grazie a Reja e ai ragazzi che avevamo in quel momento, più il tifo incredibile dei sessantamila al San Paolo alla prima in C. Noi registrammo il 525° posto nel Ranking, poi piano piano siamo arrivati tra i 15 club più importanti. La Roma, l’Inter e il Milan erano 34°, 35° e 36° posto. Poi abbiamo perso qualche posizione perchè il Covid ci ha massacrato. Ho perso 220 milioni in due anni in un momento in cui avevamo cercato di rafforzarci. Abbiamo preso sotto gamba la pandemia pensando fosse un male passeggero e non radicato. Ad un certo punto abbiamo fatto mercato invernale che non abbiamo mai fatto prendendo Demme, Lobotka e Petagna. Poi abbiamo investito tanti milioni in Lozano e in Osimhen. Abbiamo fatto grandi investimenti e ci siamo trovati con degli sponsor che andavano via, gli stadi chiusi e con delle entrate che non c’erano più. Eppure siamo ancora qua e qui vogliamo rimanere. Con lo staff tecnico e Spalletti ieri mi sono intrattenuto un’ora la mattina nell’ufficio di Luciano. Noi siamo partiti come una locomotiva, all’inizio non avevamo nemmeno Lobotka. La preparazione che abbiamo fatto ha dato dei risultati pregevoli, poi qualche cosa dev’essere successa. A loro ho detto ‘ma siete sicuri che non ci sia un rallentamento negli allenamenti che forse sono poco allenanti?’. Loro mi hanno detto che si stanno allenando con costanza. Ho pensato che potesse esserci qualche incomprensione e certi giocatori, che sono stati abituati dall’epoca di Sarri a giocare col pallone e con la linea difensiva molto alta, possono andare in difficoltà.Forse durante l’arco della partita si stancano maggiormente, ma io ho piena fiducia in Spalletti. L’ho pregato di valutare bene queste ultime partite perchè noi siamo partiti con l’idea di riconquistare la Champions. Perdere la Champions? Ci mancano 4 punti in 4 partite, se non dovessimo farli sarebbe un fallimento. Ai giocatori ho detto che sono delle aziende e quindi come gruppo devono combattere col coltello tra i denti. A loro ho detto ancora ‘Qui ne va di mezzo la vostra credibilità professionale ed etica. Avete un importante colore da difendere che è l’azzurro. Non a caso è il colore più bello che è quello anche della nazionale’. Quello nostro è un gruppo straordinario, i ragazzi mi ascoltavano molto attentamente e qualcuno ha avuto la forza di entrare nel merito e m’è piaciuto molto perchè dimostravano una buona partecipazione alla dialettica. Io dicevo loro che i tifosi hanno sempre ragione anche quando hanno torto. A loro non è dato sapere tutte le verità che stanno dietro ad una società che fa calcio, al gruppo giocatori ed ai pensieri dell’allenatore. Il tifoso vuole recuperare le ansie che la vita, le mogli, le amanti, i figli gli danno tutta la settimana. Il Napoli per i tifosi è un ammortizzatore sociale”.


L’incontro con Mertens? “A Dries avevo mandato una medaglia con le immagini del Vesuvio da mettere al collo del bambino che è bellissimo e vispissimo com’è giusto che sia il figlio di Dries che poi l’ha chiamato anche Ciro. Siamo stati lì a parlare, poi ho una passione per Palazzo Don Anna e sono stato lì a bearmi e a guardare la mia amata Capri. Dries ha un’opzione per il rinnovo di un altro anno e negli ultimi anni è successo di tutto e di più con la guerra, il Covid ed altro. Decidesse lui quando rincontrarmi, a fine campionato va bene, ma se lui vuole restare legato a questa città noi siamo qui. Ciro è innamorato dello stile di vita che ormai ha abbrcacciato in questa città. Calcisticamente parlando è la persona che ha lasciato il segno col numero di goal segnati. A lui andrebbe consegnato un pallone tutto azzurro con la scritta in oro’ Grazie Dries’ o ‘Grazie Ciro’. Non credo ci saranno problemi per il rinnovo, ma mai dire mai”.

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli


Il Napoli dell’anno prossimo? “Noi dal 22 di maggio dovremmo fare una full immersion di pensiero di come guardare il futuro. Sono sempre improntato a guardare il domani e non il passato, cosa che mi hanno semopre rinfacciato. Secondo me c’è chi si vuole attaccare la medaglia senza pensare di fare dei danni, perchè le partite son diventate troppe e tutte a discapito dei campionati nazionali. Il tifoso è l’utilizzatore finale del calcio e tutto questo viene fatto a discapito dei tifosi. Se si accontentano tante realtà straniere e sei costretto a favorirle, visto che vi siete promessi amore eterno per il distacco della SuperLega, ci sono vari club inglesi che dicono ‘come facciamo a fare la Champions?’. Allora si sono inventati che per la Champions saranno 36 partecipanti e 4 verranno recuperate in base a quelli che sono i valori raccolti in X anni precedenti. Su queste promesse non si può basare nulla. Il calcio è industria e in questo caso questi signori devono farsi da parte e le leghe devono avere la forza di autoammistrarsi da sole. Così si rischia di sfasciare il giocattolo. O si riduono le squadre nazionali a 14 oppure ditemi com’è possibile giocare tutte ste partite. Altrimenti dovremmo avere squadre da 40 giocatori, ma poi come si allenerebbero?”.


Rivoluzione l’anno venturo? “E’ sbagliato il termine rivoluzione, io parlerei di adeguamento rispetto a quello che è il livello del calcio internazionale. L’importante è creare delle regole dove per iscriversi al campionato bisogna avere i conti in ordine. Le proposte devono nascere nella Lega stessa e non dalla Federcalcio. La Federcalcio non finanzia la Lega Serie A, ma è il contrario. Si sono invertite le parti, qui torniamo sul problema di mettersi le medaglie e voler dettare ciò che si deve fare o no. Non è detto che perchè tu abbia avuto il Castel di Sangro debba avere un’esperienza tale come chi amministra un club di Serie A da quasi vent’anni”.


Kvaratskhelia? “Io Zapata lo chiamavo Duvan perchè di Zapata ce ne stavano tanti. Kvaratskhelia non posso chiamarlo Giorgio (scherza ndr). Mi auguro di aver fatto un colpaccio, possiamo dire che è del Napoli a tutti gli effetti”.


Doppia proprietà? “C’è un’altra diatriba che vedremo come risolvere. E’ stato un passaggio inopportuno, sembrava una vendetta inopportuna. Se uno fa una legge immediatamente fuori da ogni ragionamento possibile è sbagliato. Avrebbero dovuto dire ‘d’ora in poi non si può più fare la doppia proprietà, quelli che già ce l’avevano possono continuare a farlo, ma non possono avere due club nella stessa serie’. Allora devo chiedere un ristorno alla Federazione. Il problema è che non puoi venire in A senza fare mercato. Oggi chi viene in A deve investire tra i 30 e i 50 mln per i calciatori. Non puoi andare dalle grandi squadre e chiedi il prestito di un giocatore pagandogli il 50% del salario. Questa cosa la sento anche da squadre medie, vuol dire che c’è qualcosa che non sta funzionando. Sento dire da sette anni che la Serie A va ridotta a diciotto squadre e la Germania che è sempre stata più ricca dell’Italia ne ha diciotto di squadre. Oggi dobbiamo tornare a quando ce n’erano 16 in Serie A di squadre. Si cerca di modificare la modalità di votazione in Lega così che si possano fare giochi sporchi di potere che metteono alla berlina il calcio italiano”.


La mia presenza a Castel Volturno? “Me l’ero preposto e se non l’ho fatto fino ad ora è perchè è il primo anno di un nuovo allenatore e se fossi stato sempre qui (io che ho altre dieci attività oltre il Napoli e il Bari) non sarebbe stato giusto. Ai ragazzi ho detto a inizio anno di dover recuperare la Champions, poi strada facendo vi siete ingolositi ed avete sempre parlato di scudetto visto che lo diceva la classifica. Menomale che avevamo la classifica che ha creato degli ammortizzatori utili nei momenti più neri. Sono molto preoccupato di questa continuità negativa del San Paolo”.


Troppe sconfitte al Maradona? “La vogliamo dire con una commedia cinematografica? Si sono incazzati sia Maradona che San Paolo e sono stati chiamati in causa come i responsabili dei risultati del Napoli. A parte gli scherzi, lasciamo stare i santi da un lato e chi è stato un vero protagonista della storia del Napoli. I problemi sono quelli di una valutazione che farò a fine anno su tutti i vari reparti che devono, dal mio punto di vista, essere più crossabili tra loro e non restare separati tra loro”.


Infortuni muscolari? “Troppi quest’anno, farò una classifica tra le altre squadre e quanti incidenti muscolari ci sono stati. Poi, sempre con serenità e la necessaria trasparenza, affronteremo il problema”.


Messaggio ai tifosi? “Chiedo scusa ai tifosi per la sconfitta di Empoli, a nome di tutta la squadra. venite sempre allo stadio, abbiamo bisogno del vostro tifo. Il sud e soprattutto Napoli sono più di duecento anni che fa invidia al mondo, è una croce che dobbiamo portare”.

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