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Il Milan è pronto ad annunciare il rinnovo di Mike Maignan: il capitano rossonero ha raggiunto l’accordo fino al 2030, con opzione per un’ulteriore stagione, mettendo fine ai mesi di incertezza sul suo futuro.
Alessandro “Billy” Costacurta ha voluto dire la sua sull’attaccante portoghese del Milan, Rafael Leao, in un’intervista rilasciata a Il Corriere dello Sport. L’ex difensore rossonero non è un estimatore del classe 1999: “Non lo sono dalla prima ora, da quando qualcuno lo considerava un predestinato e un futuro Pallone d’Oro. Ho giocato con tanti Palloni d’Oro: gente che metteva il proprio talento al servizio della squadra. Leao è enigmatico, non ho mai capito se le sue giocate siano fini a sé stesse. È più uno showman. La bellezza nel calcio deve essere anche efficace. E poi Leao non è più un ragazzino: a giugno compirà 27 anni”.
Costacurta ha anche commentato le possibilità del Milan in campionato: “Secondo me non è da Scudetto. Ha la coperta corta. Se riesce a restare compatto può fare risultato, ma per le caratteristiche dei suoi, soprattutto in difesa, è costretto a difendere basso”.
L’ex rossonero sottolinea quindi l’importanza della compattezza e della gestione difensiva in un campionato equilibrato come la Serie A.
Costacurta ha poi espresso opinioni sugli allenatori contemporanei e storici: “Ci sono tecnici da nazionale e altri da club. Pochissimi riescono a fare bene in entrambe le situazioni. Pep Guardiola è un fenomeno, ma in nazionale non si esprimerebbe al meglio, ha bisogno di lavorare con la squadra tutti i giorni. Conte, invece, ha fatto bene sia in Nazionale che nei club. Spalletti invece non è tra questi”.
Tra i grandi allenatori della storia, per Costacurta spiccano Carlo Ancelotti, Johan Cruijff e Arrigo Sacchi: “Ancelotti è il più grande, poi Cruijff che ha cambiato il calcio, e Sacchi che ha provocato un autentico terremoto, ispirando un vero Rinascimento calcistico”.
Parlando dei tecnici contemporanei, Costacurta ha detto: “Allegri non è nei primi cinque. Conosce perfettamente il calcio, i tempi di gioco e sa come uscire dalle difficoltà. Le sue squadre sanno soffrire nei momenti in cui la sofferenza prevale. Mourinho non mi ha mai conquistato: non ho mai amato le sue squadre, anche se ha centrato il triplete”.
Ottime parole invece per Chivu: “È intelligente, camaleontico, sa modulare l’atteggiamento tattico della squadra anche durante la partita. Mi intriga, anche per le risposte che dà nelle dirette”.
Sulla capacità di gestire squadre giorno dopo giorno, Costacurta paragona Spalletti e Gasperini a Sacchi, mentre Conte resta davanti agli altri due.
Costacurta confessa di seguire molto i campionati esteri: “Mi diverto a vedere Premier, Ligue 1 e Liga. In Francia, per esempio, apprezzo Marsiglia, PSG e Lens, dove si nota il grande lavoro di allenatori come Roberto, Luis Enrique, Iraola e Sage. Da area a area, come direbbe De Zerbi, poi conta anche chi gestisce la società: presidente e direttore sportivo”.
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