Circumvesuviana EAV, diffida alle pagine social: cosa succede

EAV diffida le pagine social che utilizzano nomi riconducibili alla Circumvesuviana: chiesto il cambio di denominazione entro cinque giorni. Coinvolta anche la pagina satirica da quasi 300mila follower.

Circumvesuviana EAV: è scontro sui nomi utilizzati da alcune pagine e gruppi social dedicati al trasporto ferroviario vesuviano.

L’Ente Autonomo Volturno ha inviato una formale diffida agli amministratori di alcuni profili che utilizzano denominazioni riconducibili all’azienda e alla Circumvesuviana. La richiesta è chiara: modificare i nomi entro cinque giorni per evitare possibili confusioni tra gli utenti.

La vicenda coinvolge anche una delle pagine satiriche più conosciute tra i pendolari campani, seguita da quasi 300mila persone, oltre a un gruppo dedicato alle segnalazioni e alle problematiche del servizio.

Circumvesuviana EAV, la diffida alle pagine social

La contestazione nasce dall’utilizzo sui social di nomi che, secondo EAV, potrebbero far pensare a un collegamento ufficiale con l’azienda. L’ente sostiene infatti che un utente possa interpretare determinate pagine come profili gestiti, autorizzati o comunque riconosciuti dalla società.

La diffida porta la firma dell’avvocata Lorenza Mazzeo, che ha agito su mandato dell’amministratore di EAV Pietro Diamantini. Nel documento l’azienda chiede agli amministratori interessati di intervenire sulle denominazioni entro cinque giorni.

EAV ha inoltre coinvolto direttamente le piattaforme social. La società ha chiesto a Meta di adottare eventuali provvedimenti sui contenuti e sui profili contestati qualora gli amministratori non rispettino la richiesta. Una comunicazione analoga è arrivata anche a TikTok, con la richiesta di limitare o sospendere i contenuti e le denominazioni oggetto della contestazione.

La pagina satirica da quasi 300mila follower

Tra i profili coinvolti nella vicenda c’è anche “Circumvesuviana. Guida alle soppressioni e ai misteri irrisolti”, pagina satirica amministrata da Giovanni Masturzo e diventata negli anni un punto di riferimento sui social per molti utenti interessati alle vicende della rete ferroviaria vesuviana.

Il profilo conta quasi 300mila follower e utilizza da tempo l’ironia per raccontare disservizi, ritardi, soppressioni e situazioni legate alla quotidianità dei pendolari.

Masturzo ha già modificato la denominazione della pagina, che ora si presenta come “Vesuviana State of Mind”. La scelta arriva dopo la diffida di EAV e permette di evitare l’utilizzo diretto della denominazione contestata.

Nella documentazione, l’azienda ha preso in considerazione anche la presenza di una specifica indicazione sulla natura satirica della pagina. Per EAV, però, il disclaimer non sarebbe sufficiente a eliminare il possibile equivoco sull’eventuale rapporto con l’ente.

Cambia nome anche il gruppo dei pendolari

La questione non riguarda soltanto la pagina satirica. Tra i destinatari della diffida figura anche il gruppo “Circumvesuviana-EAV – la voce dei pendolari vesuviani”, amministrato da Salvatore Ferraro, presidente del Comitato Pendolari Vesuviani.

Anche in questo caso il nome conteneva riferimenti diretti a EAV e alla Circumvesuviana. Il gruppo ha quindi scelto di cambiare denominazione e ora utilizza il nome “Comitato pendolari vesuviani”.

L’obiettivo dichiarato dagli amministratori resta quello di continuare a raccogliere segnalazioni e a rappresentare le problematiche degli utenti del servizio ferroviario.

La reazione dei pendolari

La diffida ha suscitato reazioni anche tra i rappresentanti dei pendolari. Secondo quanto riportato da Cronache della Campania, Enzo Ciniglio ha commentato la vicenda con la frase “Bastava parlarsi”, esprimendo perplessità sulle modalità scelte da EAV.

Anche Marcello Fabbrocini e Salvatore Alaia hanno sottoscritto una presa di posizione del comitato. Il gruppo ha ribadito la volontà di proseguire il proprio lavoro a tutela degli utenti della rete vesuviana.

La modifica dei nomi, dunque, non comporta la chiusura delle pagine o dei gruppi. I relativi amministratori hanno scelto di adeguare le denominazioni, mantenendo attive le proprie attività sui social.

EAV annuncia possibili azioni legali

Nella diffida, EAV prospetta anche ulteriori iniziative nel caso in cui le richieste non vengano rispettate. L’azienda indica la possibilità di procedere per vie legali e di chiedere il risarcimento degli eventuali danni.

Il documento prevede inoltre una penalità di 500 euro per ogni giorno di mancata ottemperanza alle richieste contenute nella diffida.

La vicenda Circumvesuviana EAV si inserisce così nel rapporto sempre più stretto tra aziende di trasporto pubblico e comunità online. Pagine satiriche, gruppi di pendolari e profili informativi sono diventati nel tempo luoghi importanti per commentare il servizio, segnalare disagi e condividere informazioni.

In questo caso, però, EAV ha deciso di intervenire sul piano legale contestando l’utilizzo di denominazioni che, secondo l’azienda, potrebbero generare confusione sulla natura ufficiale dei profili.

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