Cesarano: “Impressionato da Lobotka. Napoli era quello che Spalletti cercava”

Le dichiarazioni del giornalista Rino Cesarano intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, nell'appuntamento odierno di Radio Goal,

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, nell’appuntamento odierno di Radio Goal, è intervenuto il giornalista Rino Cesarano.
Queste le sue dichiarazioni.

NAPOLI-SAMPDORIA E CLASSIFICA – “Più che alla classifica, guardo i progressi di diversi giocatori e della squadra al di là degli interpreti. Ha trovato un suo filone tattico e tecnico che parte dalla partita contro la Juventus grazie ad una partecipazione collettiva alla manovra corale della squadra. Dovrebbe, secondo me, affinare i meccanismi negli ultimi venti metri perché non sono stati provati tanti movimenti con Petagna e Mertens insieme. Nel complesso, però, sono rimasto impressionato dalla prestazione di Lobotka che ha mostrato una qualità solo accennate finora: quella del controllo orientato naturale. Cioè, quando riceve palla guadagna un tempo di gioco rispetto agli avversari, elude il pressing, ha la giocata pronta, un’intelligenza tattica importante e due piedi molto educati. Sta acquistando padronanza nel ruolo coadiuvato bene dall’umile Demme. Su Ghoulam, poi, onestamente, non avrei mai scommesso che avrebbe giocato così bene due partite di fila“.

JUAN JESUS, TUANZEBE E PETAGNA – “Juan Jesus, oltre a dare sicurezza, è uno che sprona anche i compagni grazie alla personalità, al carisma ed alla leadership delle quali qui a Napoli ci siamo sempre lamentati. Anche Tuanzebe può essere utile in questo senso. Nella malasorte che continua a perseguitare il Napoli, ci sono queste note positive. Il prossimo mese sarà molto importante: dal 17 gennaio al 17 febbraio, il Napoli giocherà ogni tre giorni senza contare la doppia sfida con il Barcellona. Petagna ha acquistato molta sicurezza; il suo contributo può essere molto importante e, adesso sta entrando nella sua vera dimensione, quella di mettersi al servizio dei compagni e della squadra“.

SPALLETTI – “Napoli era quello che lui cercava. Dopo l’esperienza all’Inter finita in quel modo, aveva bisogno di una scossa emotiva che solo Napoli poteva dargli. All’inizio, è rimasto incantato dal discorso del presidente; poi, dopo, ha toccato con mano la genuinità di questa gente, di questa città e del gruppo squadra. Io pensavo ad una certa ruffianeria; invece, si è lasciato trasportare dall’affetto dell’ambiente. Credo che, appena si riempirà lo stadio, lui sarà ancora più emozionato perché Napoli, quando si accorge, dall’altra parte, di una corrispondenza affettiva, da tutta se stessa. Lui aspetta quest’abbraccio che, comunque si deve concretizzare in qualcosa di importante perché, secondo me, per due posti in Champions, lottano tre squadre“.

COPPA ITALIA – “Tutte le competizioni sono importanti anche per mettere in mostra e dare spazio ad alcuni elementi della squadra come Zanoli, Meret e giovani come Vergara, Cioffi e Ambrosino. La Coppa Italia è importante per proseguire questo momento favorevole per l’immagine del club. Dispiace solo di non avere tanto pubblico perché queste restrizioni stanno complicando tanto la vita ai club e togliendo al calcio lo spettacolo più bello. La aspettiamo tutti con ansia per vedere ulteriori progressi, soprattutto nella fase offensiva“.

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