Caos “plusvalenze”: Juventus, chiesti -9 punti

Giornata importante quella di oggi per la Juventus che affronta la prima tappa del nuovo processo sulle plusvalenze
TURIN, ITALY – OCTOBER 15: ( L to R ); Maurizio Arrivabene Director of Juventus, Andrea Agnelli Executive Chairman of Juventus, Federico Cherubini Juventus Football Director and Pavel Nedved Vice President of Juventus look on from the touchline prior to kick off in the Serie A match between Torino FC and Juventus at Stadio Olimpico di Torino on October 15, 2022 in Turin, Italy. (Photo by Jonathan Moscrop/Getty Images)

Giornata importante quella di oggi per la Juventus. Presso la Corte federale d’Appello a sezioni unite, la discussione sull’istanza di revoca della sentenza di assoluzione presentata dalla Procura della Figc relativa alla riapertura del caso plusvalenze che vede coinvolta la Juventus e altri otto club (Sampdoria, Empoli, Genoa, Parma, Pisa, Pescara, Pro Vercelli e il vecchio Novara). Nella vicenda sono coinvolti anche 52 dirigenti o ex dirigenti fra i quali Agnelli, Nedved, Arrivabene e Cherubini. La Procura federale, infatti, ritiene che l’inchiesta della Procura della Repubblica di Torino abbia fatto emergere nuovi elementi e qualora l’istanza dovesse essere accettata, il procuratore Chiné procederebbe con la richiesta delle sanzioni per le società e i soggetti interessati. Se per la Juve Chiné ha chiesto una penalizzazione di 9 punti (e l’inibizione dei dirigenti deferiti), per gli altri club coinvolti ha chiesto invece solo un’ammenda come era accaduto nel primo processo sulle plusvalenze. Chiesti 195mila euro di ammenda per la Sampdoria; 42mila euro per l’Empoli; 320mila euro per il Genoa; 338mila euro per il Parma; 90 mila euro per il Pisa; 125 mila euro per il Pescara; 23mila euro per la Pro Vercelli; 8 mila euro per il Novara.

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