Calcio e Finanza – Domani prima udienza presso il Tribunale Federale sulle plusvalenze

Nella giornata di domani ci sarà la prima udienza davanti al Tribunale Federale in merito alla questione legata alle plusvalenze. E’ coinvolto anche il Napoli, insieme ad altri 10 club, e Calcio e Finanza ha visionato i documenti riguardanti il club azzurro. Anche per la società di Aurelio De Laurentiis ruota tutto intorno a un passaggio:

“Dal raffronto tra i corrispettivi riconosciuti nelle operazioni e i corrispettivi effettivamente pagati non trattandosi di operazioni incrociate, con quelli delle operazioni segnalate da Covisoc si può notare che, quando le società devono sostenere esborsi finanziari effettivi, attribuiscono ai diritti alle prestazioni dei calciatori valori inferiori a quelli concordati nelle operazioni incrociate, pur trattandosi – in quest’ultimo caso – di calciatori che presentano carriera sportiva meno importante e profilo tecnico di minore caratura. Le transazioni comparabili dimostrano quindi che i valori attribuiti ai diritti oggetto di scambio senza trasferimenti di denaro o con conguagli di importo contenuto non corrispondono ai valori di mercato”.

Operazioni incrociate
Tutto nasce da una nota del presidente della Covisoc su affari legate al calciomercato e la Procura FIGC debutta specificando che “gli accertamenti svolti e di cui si darà conto nel prosieguo, sono stati limitati alle operazioni incrociate segnalate dalla Covisoc alla Procura Federale; non si esclude che vi siano anche altre operazioni dello stesso tipo che coinvolgono le stesse società ovvero altri clubs”. Pertanto l’indagine riguarda in particolare operazioni incrociate, ossia tra due medesime società, i cui prezzi si equivalgono o quasi.

Valori iscritti a bilancio e valori reali
La Procura, per quanto riguarda il Napoli, spiega che delle 62 operazioni che in totale vengono analizzate 5 riguardando il club partenopeo e tutte riguardanti l’affare Osimhen. Le cessioni di Karnezis e i tre Primavera sono valse in totale 20,1 milioni per 19,8 milioni di plusvalenza. Secondo l’accusa degli inquirenti, il reale valore dei giocatori ceduti è pari a 470mila euro, con plusvalenze fittizie per 19,3 milioni, mentre il reale valore di Osimhen è pari a 52 milioni e non a 71,2 iscritti a bilancio. “Pertanto, risulta iscritto nell’attivo patrimoniale un maggior valore di Euro 19.250.000 e maggiori ammortamenti per euro 7.700.000”, si legge nella nota.

L’impatto sul bilancio
Sono due gli effetti immediati di quest’unica grande operazione che riguarda 5 calciatori: un patrimonio netto rettificato da 108,8 milioni a 74,1 milioni nel bilancio semestrale al 31 dicembre 2020; un patrimonio netto rettificato da 85,2 milioni a 56,2 milioni nel bilancio semestrale al 31 marzo 2021. Per la Procura FIGC, dunque, l’impatto sul patrimonio netto è di 28,9 milioni al 31 marzo 2021. Secondo l’accusa, tuttavia, tutto ciò non ha inciso sull’iscrizione al campionato, motivo per cui il deferimento nei confronti del Napoli e dei suoi 5 dirigenti (Aurelio De Laurentiis, Jacqueline Marie Baudit, Edoardo De Laurentiis, Valentina De Laurentiis e Andrea Chiavelli) riguarda solo l’illecito amministrativo. La conseguenza, dunque, dovrebbe essere solo una sanzione pecunaria.

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