Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha espresso il suo punto di vista sulla scelta di molti club di Serie A di puntare su giocatori stranieri invece che su talenti italiani. Buonfiglio ha sottolineato di non voler ragionare come i presidenti delle società, che sono anche imprenditori e devono considerare sia l’obiettivo sportivo che quello economico.
“Non ho la presunzione di ragionare come i presidenti che sono degli imprenditori, che oltre all’obiettivo sportivo hanno anche un obiettivo economico per far tornare i conti”, ha dichiarato Buonfiglio rispondendo a chi gli chiedeva perché tanti club di Serie A preferiscano i giocatori stranieri. Secondo alcune fonti, questa tendenza sarebbe legata anche a valutazioni di mercato e alla necessità di ottenere risultati immediati.
Buonfiglio ha poi citato l’esempio del Napoli e di Vergara: “Dal punto di vista della mentalità sportiva, invece, ho visto il Napoli e Vergara mi ha entusiasmato”. Il presidente del Coni ha suggerito che forse sarebbe opportuno investire di più nei settori giovanili, prendendo spunto proprio da quanto visto in campo. Ha aggiunto: “Forse vale la pena investire di più sui settori giovanili, magari codificando che almeno tre under 21-22 debbano giocare tutte le partite. E’ un’idea…”.
Secondo Buonfiglio, una possibile soluzione potrebbe essere quella di introdurre una regola che preveda la presenza obbligatoria di almeno tre giocatori under 21-22 in ogni partita. Questa proposta, secondo alcune fonti, potrebbe aiutare a valorizzare i giovani italiani e a dare loro maggiori opportunità di crescita nei club di Serie A.
Primo Piano | Calcio, Sport
Ultimissime | Calcio, Sport
Ultimissime | Calcio, Sport
ONLY RADIO S.R.L. – P.IVA 05295650633