Bruno Longhi: “Napoli da scudetto se recupera tutti, Allegri sa gestire i campioni”

Andrea Lazzari e Bruno Longhi analizzano su Radio Kiss Kiss Napoli il lavoro di Allegri e il potenziale degli azzurri nella corsa scudetto.

Massimiliano Allegri resta al centro del dibattito sul Napoli, soprattutto dopo la rabbia mostrata al termine della partita di Firenze. A parlarne nella puntata odierna di Radio Goal sono stati Andrea Lazzari e Bruno Longhi, soffermandosi sulla capacità dell’allenatore di gestire il gruppo e sulle reali ambizioni della squadra azzurra.

Longhi: «Allegri sa gestire i campioni»

Bruno Longhi ha evidenziato soprattutto la capacità degli allenatori di alto livello di ottenere qualcosa in più rispetto al potenziale della rosa.

«Gli allenatori diventano allenatori di un certo spessore perché sono in grado di far sì che la squadra, attraverso diversi percorsi, dia qualcosa in più rispetto a quello che è il potenziale», ha spiegato Longhi a Radio Goal.

Il giornalista ha poi tracciato una distinzione tra Antonio Conte e Massimiliano Allegri: «Conte è uno che ti fa dare alla squadra e ai giocatori magari il 30% in più. Allegri è uno che sa gestire i campioni: gli dai in mano un potenziale da primo posto e arriva al primo posto, se gli dai un potenziale da terzo posto arriva al terzo».

«Questo Napoli può lottare per lo scudetto»

Secondo Longhi, il valore complessivo del Napoli può consentire agli azzurri di competere per il titolo, a condizione di recuperare pienamente alcuni uomini importanti.

«È da primo posto se tutti gli infortunati ritornano a essere i giocatori che erano», ha sottolineato. «Quelli che ci sono adesso devono dare un 10-15% in più».

Il riferimento è anche a McTominay, Buongiorno e alla situazione offensiva. «Se hai McTominay al 100% e anche Buongiorno ritrovato, il potenziale è da lotta per lo scudetto», ha aggiunto.

Lazzari: «Allegri non è un difensivista»

Andrea Lazzari, che ha avuto Allegri come allenatore, ha respinto l’etichetta di tecnico esclusivamente difensivista.

«No, assolutamente», ha risposto l’ex centrocampista ai microfoni di Radio Goal. «Il mister è molto bravo a capire cosa ha tra le mani e a far giocare la squadra per quelle che sono le qualità dei giocatori».

Lazzari ha ricordato anche la propria esperienza con Allegri: «A Cagliari avevamo tanti giocatori di ottima qualità e quindi era un calcio propositivo. Con la Juve magari era un pochettino più guardingo».

«Nella gestione è uno dei migliori in Italia»

Uno dei punti di forza di Allegri, secondo Lazzari, è proprio la capacità di leggere l’ambiente e adattarsi al materiale tecnico a disposizione.

«È bravo a capire la gestione della piazza e del materiale a disposizione. In questo credo che sia uno dei migliori allenatori in Italia», ha spiegato.

Un aspetto particolarmente importante in una squadra come il Napoli, dove il gruppo storico deve trovare nuovi equilibri con i calciatori arrivati nelle ultime sessioni di mercato.

La rabbia di Allegri dopo Firenze

Lazzari ha poi commentato la forte reazione dell’allenatore dopo la gara di Firenze, spiegando come la richiesta di maggiore attenzione faccia parte del suo modo di lavorare.

«È giusto pretendere qualcosa in più da una squadra come quella del Napoli», ha dichiarato. «Quando vai in vantaggio devi essere capace di portare a casa il risultato».

Secondo l’ex centrocampista, anche momenti del genere possono diventare utili nel processo di crescita della squadra: «Forse serve anche per far capire e far diventare squadra il Napoli, tra i vecchi e quelli che sono arrivati nuovi. Bisogna passare anche attraverso queste situazioni per crescere, diventare squadra e riuscire a portare a casa il risultato una volta che sei andato in vantaggio».

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