Bianchi: “Maradona a Napoli è come San Gennaro”

Ottavio Bianchi è intervenuto a Kiss Kiss Napoli nel corso di "Radiogoal" parlando soprattutto dell'importanza di Maradona per i napoletani
1988-89 Ottavio Bianchi head coach of SSC Napoli shankes hands with Diego Armando Maradona of SSC Napoli during the Seria A Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Ottavio Bianchi è intervenuto a Kiss Kiss Napoli nel corso di “Radiogoal”. L’allenatore del Napoli che vinse il primo scudetto ha parlato non solo della squadra di Spalletti, ma anche dell’incidenza di Maradona nella vita dei napoletani: “Messi-Maradona? Sono fuoriclasse, quindi sono fuori classifica. Ognuno ha le sue epoche. Non sono paragonabili. C’è stato Pelé, poi Cruyff, poi Maradona, poi Messi, ora Mbappé. Per me Maradona è il numero 10 in assoluto, il miglior sinistro. Attualmente, invece, c’è Messi. Ora c’è una preparazione fisica ed un’alimentazione diversa. Ma Diego era completo in tutti i sensi. Un fisico eccezionale, perché non ho mai visto nessuno “tracagnotto” come lui muoversi come un ballerino, danzava sulla palla come Nureev. E poi prima l’attenzione delle difese di un tempo era assolutamente più alta rispetto a quella di quest’epoca. Per me Maradona è inarrivabile, ma non è giusto paragonare grandi campioni, perché fare classifiche a questi livelli non si può come non i possono classificare le opere di un museo impressionistico. Per i napoletani Maradona è come San Gennaro, perché è qualcosa che trascende il calcio. Ma perché Napoli riesce ad accogliere tanta gente, soprattutto gli argentini. Questa città trasforma quasi i calciatori. Buenos Aires è un borgo di Napoli praticamente (ride, ndr). Ciò che ho vissuto in quel periodo a Napoli è indescrivibile. Napoli è Napoli, e a Napoli il calcio è diverso, non è solo calcio. Perché è gioia, e alimentazione, è emozione. Praticamente il calcio, a Napoli, è tutto”

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