Barcellona, dalla perdita dell’anima “catalana” al ritorno della bandiera

Una stagione difficile in casa blaugrana

Una squadra che non ha bisogno di presentazioni, ma che da quasi un anno ha perso il suo spirito catalano e che cerca di ritrovarlo anche grazie ad una delle sue bandiere storiche, ora sulla panchina. Il Barcellona non è in un momento florido: attardata rispetto a Real Madrid e Atletico in Liga, fuori dalla Champions League e con molti dubbi sul futuro.

STAGIONE – Dopo l’esclusione dalla Champions League a causa delle brutte prestazioni nel girone e le sconfitte contro Benfica e Bayern Monaco, i blaugrana hanno cercato di recuperare terreno in campionato per evitare l’esclusione alla principale competizione europea per club del prossimo anno. Dopo il terremoto estivo e l’addio di Messi e Griezmann, e il ritiro di Sergio Aguero per problemi al cuore, la dirigenza catalana ha cercato di dare nuova linfa alla squadra con l’addio di Koeman e il ritorno di Xavi Hernandez, che tanto bene conosce Barcellona e i tifosi.

IDENTITÀ – Il focus di Xavi, fin dal primo momento, è stato quello di restituire identità al Barcellona, che si pensava fosse andata persa dopo l’avvento del tecnico olandese. Una stagione con più ombre che luci, ma con molti giocatori “canterani” aggregati alla prima squadra. Basti pensare ai vari Gavi, Riqui Puig, Ez Abdè e il centrale Mingueza, compagno stabile di Piquè che cercheranno di replicare il ciclo vincente sotto la guida di Guardiola, quando il Barcellona era una delle squadre che esprimeva il miglior calcio d’Europa.

FORMA – Nelle ultime 5 partite di Liga, il Barcellona ha totalizzato 2 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta, riuscendo a battere l’Atletico Madrid dell’ex Suarez. L’idea di gioco di Xavi, anche a causa della giovane età media della squadra, ha bisogno di tempo per essere messa in pratica ma lo spagnolo lavora per migliorare sempre più i giovani, instillando un’idea di gioco in pieno stile “blaugrana”. Fraseggi corti, inserimento dei centrocampisti (Frenkie De Jong è uno dei capocannoniere della squadra, ndr) e verticalizzazioni per imboccare gli ottimi esterni, anche quelli arrivati nel mercato di gennaio.

RINFORZI – Si, perché nel mercato invernale la dirigenza blaugrana non è stata a guardare: salutato forzatamente Aguero, il Barcellona ha subito piazzato alcuni colpi da 90, come il ritorno di Dani Alves, per dare esperienza alla squadra, oltre agli arrivi di Aubameyang dall’Arsenal e di Adama Traorè dal Wolverhampton per rinforzare la squadra. Non sarà il Barcellona di Guardiola, ma i catalani sotto la guida di Xavi promettono di tornare presto fra le top d’Europa, dopo una prima parte di stagione fallimentare.

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