C’è chi lo considera l’erede naturale di Michael Jordan, chi semplicemente uno dei talenti più esplosivi della nuova generazione. Di certo, Anthony Edwards ha appena aggiunto un capitolo pesante alla sua giovane carriera, firmando un’impresa che lo proietta tra i grandi della NBA.
Nella notte tra l’8 e il 9 gennaio 2026, la stella dei Minnesota Timberwolves ha raggiunto quota 10.000 punti in carriera durante la vittoria contro i Cleveland Cavaliers per 131-122, chiusa con 25 punti personali. Un traguardo che lo rende il terzo giocatore più giovane di sempre a toccare questa cifra: davanti a lui soltanto LeBron James e Kevin Durant, due nomi che raccontano già da soli la dimensione dell’impresa.
Edwards ci è riuscito a 24 anni e 156 giorni, superando per precocità leggende come Kobe Bryant, ma anche Luka Dončić, Tracy McGrady e Carmelo Anthony, tutti arrivati ai 10.000 punti prima dei 25 anni ma con tempi leggermente più lunghi. Un dato che certifica non solo la continuità realizzativa di “Ant-Man”, ma anche la sua centralità nel progetto tecnico dei Timberwolves.
Fuori dal campo Anthony Edwards non ha mai nascosto un carattere spigoloso e una sicurezza quasi provocatoria. In campo, però, quella stessa sicurezza si traduce in leadership, personalità e una capacità di prendersi i tiri pesanti che lo ha reso in pochi anni il volto della franchigia di Minneapolis. Dopo la partita, il suo commento è stato fedele al personaggio: distaccato, quasi minimizzante, ma non privo di rispetto verso chi lo ha preceduto. Raggiungere Kobe Bryant, ha ammesso, lo ha colpito più di quanto lasci trasparire, pur ribadendo di sentirsi ancora “all’inizio del percorso”.
Il paragone con Michael Jordan lo accompagna ormai da tempo: atletismo esplosivo, istinto offensivo, sguardo feroce nei momenti decisivi. Non a caso, durante l’estate Edwards ha avuto modo di confrontarsi proprio con Jordan, ricevendo consigli che hanno contribuito a rafforzare la sua mentalità da leader.
I numeri, però, raccontano solo una parte della storia. Anthony Edwards ha già disputato due finali di Conference, portando Minnesota a livelli che la franchigia non frequentava con continuità da anni. Il passo che manca, quello che davvero può consacrarlo nell’élite assoluta, è il titolo NBA. È lì che si gioca la vera partita per entrare nella conversazione dei più grandi di sempre.
Per ora, però, il dato è chiaro: a 24 anni Edwards ha già fatto qualcosa che molti Hall of Famer non sono riusciti a fare così presto. Superare Kobe Bryant per precocità non è solo una statistica, ma un segnale forte. La NBA ha trovato uno dei suoi nuovi volti, e Anthony Edwards sta dimostrando di avere non solo il talento, ma anche l’ambizione per prendersi la scena.