Alta Velocità Napoli-Bari, 20 persone sono state sottoposte a interrogatorio preventivo nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli sui cantieri dell’importante opera ferroviaria. L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, riguarda presunti illeciti nella gestione di appalti e subappalti.
Nel complesso, il procedimento coinvolge 49 indagati. La Procura ha avanzato richieste di misure cautelari nei confronti di 45 persone: 37 richieste di custodia in carcere, quattro di arresti domiciliari e quattro di divieto di dimora.
L’inchiesta sull’Alta Velocità Napoli-Bari riguarda diverse ipotesi di reato contestate, a vario titolo, alle persone coinvolte. Tra queste figurano la corruzione, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, il trasferimento fraudolento di valori, reati in materia di lavoro e favoreggiamento.
Gli accertamenti si concentrano in particolare sui rapporti tra imprese e soggetti operanti nei cantieri dell’opera. Secondo l’ipotesi investigativa, alcuni responsabili avrebbero favorito determinate aziende attraverso affidamenti, subappalti, lavori in economia e accelerazioni nei pagamenti.
Nel mirino degli investigatori sono finiti appalti e subaffidamenti relativi a diversi cantieri collegati alla nuova linea ferroviaria. Tra quelli citati nell’inchiesta figurano opere riconducibili ai consorzi Nacav, Hirpinia Av e Telese.
La Procura ipotizza un sistema nel quale alcuni soggetti avrebbero ottenuto vantaggi nell’assegnazione dei lavori o nella gestione dei pagamenti in cambio di denaro e altre utilità. Si tratta, allo stato, di contestazioni formulate nell’ambito delle indagini preliminari e che dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria.
Un altro filone dell’inchiesta riguarda le condizioni di alcuni lavoratori impiegati nei cantieri. Agli indagati vengono contestate, tra le altre, ipotesi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Gli investigatori stanno inoltre approfondendo un presunto circuito di fatture per operazioni inesistenti e i successivi movimenti di denaro. L’obiettivo è ricostruire i rapporti finanziari tra le società coinvolte e verificare eventuali collegamenti con le altre condotte contestate.
Per 20 delle persone coinvolte il giudice ha disposto l’interrogatorio preventivo, passaggio che precede la decisione sulle richieste cautelari. Gli indagati hanno così la possibilità di fornire la propria versione dei fatti e rispondere alle contestazioni formulate dalla Procura.
L’inchiesta sull’Alta Velocità Napoli-Bari resta quindi in una fase giudiziaria preliminare. Le contestazioni dovranno essere valutate nel corso del procedimento e per tutte le persone coinvolte vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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