Allegri al Napoli, Zauli: “Il suo curriculum parla da solo. Riduttivo etichettarlo come un allenatore difensivista”

Lamberto Zauli, intervistato su Radio Kiss Kiss Napoli ha condiviso la sua opinione sulla scelta del Napoli di affidarsi a Massimiliano Allegri, sottolineando l'importanza della flessibilità tattica e del carisma dell'allenatore toscano.

Su Radio Kiss Kiss Napoli, Lamberto Zauli ha offerto la sua visione sul futuro del Napoli e sulla figura di Massimiliano Allegri, chiamato a guidare la squadra dopo il ciclo vincente di Antonio Conte. Zauli ha parlato di come il calcio moderno richieda allenatori e giocatori sempre più adattabili, mettendo in secondo piano i vecchi schemi fissi e valorizzando invece la capacità di leggere le partite e cambiare modulo in corsa.

La fine degli allenatori integralisti nel calcio moderno

Durante l’intervista, a Zauli è stato chiesto se esistano ancora allenatori integralisti, cioè legati rigidamente a un solo modulo di gioco. Secondo il mister, questa figura è ormai superata: “Guardando le partite, sicuramente le squadre ormai sanno fare più ruoli, più moduli nella stessa partita. Quindi le squadre che partono 4-3-3, poi si trovano a difendere a 5. Quindi ormai i giocatori si sono specializzati a fare il ruolo in maniera proprio a 360 gradi. Quindi anche i giocatori offensivi che si ritrovano a fare una gran fetta della parte difensiva.” Zauli sottolinea come oggi sia più importante adattarsi alle caratteristiche dei giocatori piuttosto che insistere su un modulo fisso. La flessibilità tattica è diventata una qualità fondamentale sia per gli allenatori che per i calciatori, che devono essere pronti a cambiare assetto anche durante la stessa partita. In questo senso, il calcio del 2026 e degli anni a venire sarà sempre più dinamico e meno legato a schemi rigidi.

Allegri al Napoli: una scelta di carisma e personalità

Zauli ha poi commentato la decisione del Napoli di affidare la panchina a Massimiliano Allegri dopo il biennio di Antonio Conte, che ha portato in dote uno scudetto, una supercoppa e due qualificazioni in Champions League. Secondo Zauli, la scelta della società partenopea è stata dettata soprattutto dal carisma e dalla personalità di Allegri: “Ho visto un pochino da vicino Allegri quando stava lì a Torino e ho visto una persona di un carisma, di una personalità, una persona che sa stare in quegli ambienti in maniera incredibile. E quindi, secondo me, questo ha valutato la proprietà del Napoli e quindi pensa che il suo carisma, la sua personalità sia oggi importantissima per arrivare al dopoconte.” Allegri, reduce da un periodo complicato anche a causa di situazioni dirigenziali difficili nei suoi ultimi club, porta con sé un bagaglio di esperienza e una capacità di gestione dello spogliatoio che potrebbero rivelarsi determinanti per il Napoli nella nuova stagione.

Allegri tra critiche e un curriculum che parla da sé

Nel finale dell’intervista, Zauli ha difeso Allegri dalle critiche ricevute negli ultimi tempi, ricordando come spesso le responsabilità vengano attribuite in modo sproporzionato agli allenatori: “Adesso è spesso criticato, no? Perché quest’anno comunque, diciamo così, il Milan non è riuscito ad arrivare in Champions League e le ultime giornate ha veramente delapidato un vantaggio e quindi è chiaro che si è preso tantissime responsabilità, però è chiaro che chi sta dentro poi sa che le responsabilità vanno condivise da una società, dai giocatori e quindi è chiaro che poi l’allenatore paga di più e quindi paga questo. Però il suo curriculum parla chiaro.” Zauli ha inoltre sottolineato la capacità di Allegri di comunicare con i giocatori e la sua versatilità tattica: “L’abbiamo visto giocare molto offensivo, l’abbiamo visto giocare difensivo perché comunque è una carriera lunghissima. Quindi secondo me etichettare un allenatore del genere con una sola cosa sarebbe l’errore più grande.” In conclusione, Zauli invita a non ridurre Allegri a uno stereotipo, riconoscendo la complessità e la ricchezza del suo percorso professionale.

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