Abodi sullo sport in Italia: “Paese asimmetrico, tanti ancora non lo praticano”

Il ministro Abodi sottolinea la necessità di promuovere la pratica sportiva in Italia durante la presentazione del report "100 Storie Italiane di Sport".

L’Italia è ancora un paese asimmetrico per quanto riguarda la pratica sportiva. Lo ha affermato il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, durante la presentazione di “100 Storie Italiane di Sport”, iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Fondazione Symbola e Confartigianato, con Deloitte come knowledge partner.

Il report e la situazione dello sport in Italia 

Secondo quanto illustrato durante l’evento, il report “100 Storie Italiane di Sport” evidenzia che l’Italia è seconda a livello globale per varietà produttiva nel settore sportivo. Le cento storie selezionate si articolano in 256 unità locali, coinvolgendo 20.716 addetti e generando un fatturato di 13,1 miliardi di euro. Questo gruppo rappresenta circa il 2,4% del fatturato totale delle aziende attive nei settori di appartenenza, che in totale sono circa 65.000. La maggior parte delle attività si trova nell’Italia settentrionale, con quasi l’80% degli stabilimenti produttivi. In particolare, nel Nord-Est si concentra oltre il 70% del fatturato e oltre il 60% dell’occupazione del comparto.

Le dichiarazioni dei protagonisti 

Andrea Abodi ha dichiarato: “Ancora siamo un paese asimmetrico, in tanti fanno lo sport ma altrettanti non lo fanno. I grandi avvenimenti servono non solo a promuovere l’Italia e il suo talento sportivo, ma anche avvicinare la gente alla pratica sportiva perché c’è ancora tanta parte del paese che vive di sedentarietà e di solitudine”. Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, ha aggiunto: “Le 100 storie presenti nel report raccontano uno sport sostenibile, inclusivo, a misura d’uomo. Vincente non solo nelle competizioni sportive”.

Il valore della filiera sportiva italiana 

Durante la presentazione è stato sottolineato come raccontare questo comparto del made in Italy significhi dare voce a una filiera di eccellenza, spesso poco raccontata, composta da piccole e medie imprese. Secondo alcune fonti, questa filiera rappresenterebbe un elemento fondamentale per l’economia e l’identità produttiva del paese, grazie alla sua capacità di generare valore e occupazione, soprattutto nelle regioni settentrionali.

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