Repice: “Napoli vessato dalla sfortuna. Mertens giocatore di calcio vero. Ibra decisivo anche a 40 anni”
Nell'appuntamento pomeridiano di Radio Goal, è intervenuto Francesco Repice, storica voce RAI su Milan-Napoli. Mertens e Ibrahimovic.
Nell’appuntamento pomeridiano di Radio Goal, è intervenuto anche Francesco Repice, storica voce RAI.
Milan-Napoli – “Ho visto e raccontato il Milan a Udine, l’altra sera e si sono viste determinate difficoltà: fino al 92°, perdeva 1-0. Sono due squadre ferite; credo, però, che il Napoli abbia più giustificazioni, O, perlomeno, più motivi perché, veramente, vessato dalla sfortuna in questa fase della stagione. Praticamente ha tutta l’ossatura, l’architrave della squadra fuori uso ed è ovvio che, in qualche modo, deve venire a capo di questa situazione. Certo, i calciatori scesi in campo sia contro l’Atalanta sia contro l’Empoli ci hanno messo tanto cuore; però, una cosa è avere Anguissa, Koulibaly e Osimhen in campo e un’altra non averceli. Il Milan ha sì perso Simon Kjaer ma, nel ruolo di difensori centrali, ha disposizione alternative come Tomori e Romagnoli per cui, da un punto di vista psicofisico, si presenta meglio il Milan”.
Mertens – “Intanto, non essendoci Osimhen, giocherà. L’ultima volta che ha giocato a Milano, contro l’Inter, ha fatto un gol e ne ha sbagliato uno praticamente fatto all’ultimo secondo, e ha creato tanto scompiglio. Per giocare a pallone, devi saper giocare a pallone. E siccome credo che Mertens sappia giocare eccome al pallone, è chiaro che è uno di quelli che ti crea scompiglio lì davanti. Un giocatore di calcio vero. Me lo aspetto dall’inizio”.
Ibrahimovic – “Dalla parte opposta, ogni volta che lo vedo, non riesco a spiegarmi il motivo per cui un uomo a 40 e passa anni riesca sempre e comunque ad essere decisivo in virtù di una classe mostruosa, di una personalità straripante. Lascia stare il gol a Udine; ogni palla che rilanciava il portiere per far salire la difesa la prendeva sempre lui. Capisco che possa accadere alcune volte ma diventano quindici, venti volte a partita: o prende fallo o spizza per il compagno o fa sbagliare l’avversario. Ogni volta è così ed è come mettere la palla in cassaforte”.
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