Ottant’anni vissuti tra palcoscenico, cinema e incontri indimenticabili. Napoli rende omaggio a Giacomo Rizzo, attore che ha attraversato diverse epoche dello spettacolo italiano, costruendo una carriera legata profondamente alla tradizione teatrale partenopea. L’appuntamento è per lunedì 26 ottobre 2026, alle ore 21, al Teatro Cilea del Vomero, con la serata speciale “80… voglia di raccontarmi”.
L’iniziativa nasce per celebrare un percorso artistico straordinario, ma anche per raccontare l’uomo dietro i personaggi interpretati nel corso dei decenni. Ricordi, esperienze, passioni e incontri saranno al centro di un viaggio nella memoria, guidato da Carla Schiavone e accompagnato dalle note del maestro Ciro Cascino al pianoforte.
Non sarà quindi soltanto una celebrazione dei successi raggiunti. Il pubblico avrà l’occasione di ripercorrere una vita trascorsa sul palcoscenico, tra commedia, teatro popolare, cinema d’autore e personaggi entrati nell’immaginario collettivo.
Il titolo dello spettacolo racchiude lo spirito dell’iniziativa: la voglia di continuare a raccontare, condividere esperienze e mantenere vivo il rapporto con il pubblico. Per un interprete come Giacomo Rizzo, il teatro non rappresenta soltanto una professione, ma il luogo in cui ha costruito la propria identità artistica.
La serata del Cilea si sviluppa attorno a questo legame. Carla Schiavone accompagnerà il racconto tra vita e carriera, mentre il pianoforte di Ciro Cascino contribuirà a creare l’atmosfera emotiva dell’omaggio.
Il formato privilegia la memoria e il racconto personale. Attraverso le tappe più significative del suo percorso, Rizzo potrà ripercorrere gli anni della formazione, le esperienze professionali e gli incontri che hanno segnato la sua crescita artistica.
La scelta del Teatro Cilea aggiunge un significato particolare all’appuntamento. Il Vomero ospita una serata dedicata a un interprete che ha fatto del rapporto diretto con gli spettatori uno degli elementi distintivi del proprio mestiere.
L’evento è previsto alle ore 21 e l’ingresso è gratuito, previa prenotazione presso il teatro.
La storia artistica di Giacomo Rizzo comincia quando è ancora molto giovane. L’attore napoletano ha scelto il palcoscenico da bambino e ha continuato a lavorare nello spettacolo per decenni, attraversando generi e linguaggi differenti.
La sua formazione è profondamente legata al teatro. Qui ha sviluppato uno stile interpretativo capace di alternare comicità, caratterizzazione dei personaggi e attenzione ai dettagli. Nel corso degli anni, ha saputo muoversi tra il teatro popolare e le produzioni più articolate, senza perdere il legame con le proprie radici.
Un passaggio importante della sua carriera arriva con la collaborazione con Mario Merola, nella cui compagnia entra negli anni Sessanta. L’esperienza nella sceneggiata napoletana gli permette di confrontarsi con una forma di spettacolo che intreccia recitazione, musica e tradizione popolare.
Successivamente, Rizzo lavora con diversi protagonisti del teatro italiano e si cimenta anche nella regia teatrale. La sua attività non si limita quindi all’interpretazione: comprende un percorso di ricerca e di sperimentazione che lo porta a confrontarsi con testi, personaggi e registri differenti.
Gli ottant’anni di carriera celebrati al Cilea raccontano proprio questa continuità. Il suo percorso testimonia la capacità di restare legato alla scena anche mentre cambiano il pubblico, il linguaggio dello spettacolo e le forme dell’intrattenimento.
Accanto all’attività teatrale, Giacomo Rizzo ha costruito una presenza significativa sul grande schermo. Nel corso della sua carriera ha lavorato con registi importanti, entrando in produzioni molto diverse per stile e ambizioni.
Tra i titoli che meritano una menzione figura Novecento di Bernardo Bertolucci, film del 1976 che racconta una parte della storia italiana attraverso le vicende di due uomini e le trasformazioni della società. Rizzo ha inoltre partecipato a L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino, uscito nel 2006, e a Fortapàsc di Marco Risi, dedicato alla vicenda del giornalista Giancarlo Siani.
La sua filmografia comprende anche opere di grande diffusione popolare. Nel 2010 ha preso parte a Benvenuti al Sud, la commedia diretta da Luca Miniero con Claudio Bisio e Alessandro Siani, diventata uno dei successi cinematografici italiani di quell’anno. Il film racconta, attraverso equivoci e stereotipi affrontati con ironia, l’incontro tra culture e abitudini diverse all’interno dello stesso Paese.
Il successo ha portato al sequel Benvenuti al Nord, uscito nel 2012, al quale Rizzo ha partecipato. Per molti spettatori, questi film rappresentano un’occasione per riconoscere l’attore anche al di fuori del pubblico abituale del teatro.
Nel suo percorso cinematografico figurano inoltre Song’e Napule dei Manetti Bros. e Si accettano miracoli di Alessandro Siani. Titoli differenti, che mostrano come Rizzo abbia saputo passare dalla commedia al cinema d’autore, mantenendo una presenza riconoscibile.
Uno degli aspetti più interessanti della sua carriera è la varietà degli incontri professionali. Rizzo ha attraversato stagioni molto diverse del cinema italiano, confrontandosi con autori che hanno lasciato un segno nella storia della settima arte.
La collaborazione con Bernardo Bertolucci in Novecento rappresenta una tappa significativa, così come quella con Paolo Sorrentino in L’amico di famiglia. Il suo percorso comprende inoltre esperienze legate al cinema popolare e alla tradizione napoletana, compresa la collaborazione con Mario Merola.
Questa varietà aiuta a comprendere la versatilità dell’attore. Il teatro gli ha dato una base solida nel lavoro sul personaggio, mentre il cinema gli ha permesso di portare la propria esperienza interpretativa davanti a un pubblico più ampio.
Un’altra curiosità riguarda il suo rapporto con Pulcinella, una delle maschere più celebri della tradizione napoletana. In un’intervista del 2026, Rizzo ha raccontato di aver sempre avuto un rapporto difficile con questa figura, prima di riscoprirla attraverso l’interpretazione teatrale di Lino Musella. Un dettaglio che mostra come anche un simbolo della cultura partenopea possa essere riletto e riscoperto attraverso il lavoro di un altro artista.
Il percorso di Rizzo è profondamente intrecciato con la cultura napoletana. La sua carriera ha attraversato il teatro popolare, la commedia e il cinema, mantenendo un rapporto costante con una città che ha dato vita a una tradizione scenica conosciuta ben oltre i confini regionali.
La forza di questa tradizione risiede nella capacità di raccontare la vita quotidiana attraverso personaggi, situazioni comiche e storie capaci di affrontare anche temi complessi. Rizzo si è inserito in questo panorama grazie a una lunga esperienza sul palco, affinando nel tempo un linguaggio interpretativo personale.
La sua attività dimostra inoltre quanto il teatro napoletano sia riuscito a dialogare con il cinema e la televisione. Il passaggio da un mezzo all’altro non ha cancellato il legame con le origini, ma ha contribuito a portare interpreti e storie a un pubblico più vasto.
Per questo motivo, l’omaggio del Teatro Cilea assume un valore che va oltre la celebrazione individuale. La serata offre l’occasione per ricordare una parte importante della storia dello spettacolo partenopeo attraverso il percorso di uno dei suoi protagonisti.
Con “80… voglia di raccontarmi”, il Teatro Cilea dedica una serata speciale a un artista che ha attraversato generazioni di spettatori. Il racconto condotto da Carla Schiavone e l’accompagnamento musicale di Ciro Cascino metteranno al centro i ricordi e le esperienze di una carriera lunga e articolata.
Dalle prime esperienze teatrali alla sceneggiata napoletana, passando per il cinema d’autore e le commedie di successo come Benvenuti al Sud, la storia di Giacomo Rizzo offre uno spaccato dello spettacolo italiano e delle sue trasformazioni.
L’appuntamento di lunedì 26 ottobre, alle ore 21, diventa così un’occasione per celebrare il talento, la memoria e la passione per il palcoscenico. Un omaggio a un attore che, dopo ottant’anni di carriera, ha ancora voglia di raccontare la propria storia.
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