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Ciccio Romano ha partecipato alla camminata delle Napoli Legends a Pozzuoli per stare vicino alle famiglie in difficoltà: «Oggi non è un appuntamento di calcio, ma qualcosa di molto più importante».
Morgan De Sanctis è tra le Legends del Napoli protagoniste dell’iniziativa organizzata a Pozzuoli, dove il gruppo si è ritrovato per testimoniare la propria vicinanza alle famiglie che stanno vivendo una situazione difficile sul territorio. Ai microfoni di Kiss Kiss Napoli, l’ex portiere azzurro ha spiegato il significato della giornata, raccontando anche la storia dell’associazione Napoli Legends e il suo impegno in favore di chi ha bisogno.
La presenza delle Legends a Pozzuoli nasce dalla volontà di mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà vissute dalle persone e dalle famiglie del territorio.
«Noi siamo qui perché c’è bisogno di sensibilizzare, di fare in modo che per qualche minuto si riaccendano le luci e si sensibilizzi la situazione di queste persone, delle famiglie che sono in questa terra, che hanno subito e che subiscono spiacevoli situazioni riguardo all’opportunità di vivere in queste terre che si muovono e si muovono costantemente».
De Sanctis ha poi sottolineato il valore di Napoli Legends, associazione capace di mettere insieme generazioni diverse di protagonisti della storia azzurra.
«Quello che conta è soprattutto come Napoli Legends, questa associazione che ha unito generazioni vecchie e nuove del Napoli, ci sia la volontà di aiutare delle persone, in questo caso lo facciamo a Pozzuoli ma l’abbiamo fatto anche in altri posti per altre persone che hanno bisogno».
Per De Sanctis, però, la solidarietà non passa soltanto dall’aiuto concreto. Anche la presenza e la possibilità di distrarsi per qualche momento dalla propria situazione possono avere un valore importante.
«La realtà è che c’è sempre bisogno di un aiuto materiale perché questo è importante però c’è anche bisogno di un aiuto, di un contributo spirituale perché per qualche minuto dimenticarsi della realtà e parlare di altro può essere una cosa importante».
Un concetto che racchiude lo spirito dell’iniziativa: portare attenzione, vicinanza e un momento di condivisione alle persone coinvolte.
L’ex portiere ha poi raccontato il suo rapporto con il gruppo Napoli Legends, al quale è entrato circa tre anni fa.
«È un’iniziativa bellissima, l’origine dell’iniziativa è stata sicuramente da parte dei maradoniani, hanno trovato nella figura del nostro presidente Picardi una persona eccezionale, un connettore di tante cose positive e poi piano piano il gruppo è cresciuto».
De Sanctis ha spiegato anche come funziona la rete costruita nel tempo dalle Legends:
«È un gruppo che sta bene insieme, comunichiamo tutti i giorni e poi nella fattispecie quando c’è da dare un contributo per associazioni lo facciamo».
Le richieste di aiuto sono numerose e non sempre è possibile intervenire in ogni situazione, ma l’obiettivo resta quello di rendersi utili nel modo più opportuno.
Nel corso dell’intervista non è mancata una domanda sul momento del Napoli. De Sanctis, però, ha scelto di non esprimere giudizi sul lavoro della squadra e della società.
«Io spesso ricevo tanti inviti, sollecitazioni a discutere, magari a dare un’opinione sulle mie ex squadre da giocatore o da direttore. Io, guarda, non per essere scortese… Però per quello che mi riguarda in questo momento qua sono un dirigente, faccio il direttore sportivo».
L’ex portiere ha spiegato il motivo della sua scelta:
«Non mi piace il fatto di espormi in giudizi perché è più che altro anche un fatto di coerenza. Quando tu sei fuori dare un giudizio su cose che è difficile giudicare allora lo reputo un esercizio poco elegante e poco corretto di fronte a chi invece sta tutti i giorni sul pezzo».
Una posizione ribadita anche successivamente:
«Non mi piace, voglio essere coerente, dare un giudizio sul lavoro degli altri da fuori, per chi come me lo fa quel lavoro è abbastanza inopportuno».
De Sanctis ha comunque confermato di seguire con affetto le squadre che hanno segnato la sua carriera: «L’auspicio è quello che poi possa fare sempre bene e sempre meglio».
Nel finale c’è spazio anche per un sorriso, quando l’intervistatore ricorda le qualità di De Sanctis non soltanto tra i pali, ma anche con i piedi.
L’ex portiere scherza sulla propria generazione: «Fortunatamente faccio parte dell’ultima generazione di portieri che non ha avuto una richiesta dal punto di vista proprio podalico importante da parte degli allenatori».
Poi la battuta che chiude l’intervista: «Paravi con le mani e parlavi anche con le mani. Quello sì, quello posso dire. Paravo, uscivo, si facevano le cose che si dovevano fare».
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