Tifoso Portici in coma, il padre: «Hanno avuto il tempo di fargli l’agguato. Questura ha sbagliato» – VIDEO

Massimo, padre di Mario, il tifoso del Portici ricoverato in coma farmacologico all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dopo la violenta aggressione, racconta a Kiss Kiss Napoli le ore di angoscia della famiglia. «La situazione è critica, dobbiamo aspettare». Poi l’appello a chi ha colpito il figlio: «Deve costituirsi».

«Mario sta ancora intubato, in coma farmacologico». Sono le parole di Massimo, padre del tifoso del Portici aggredito dopo la partita contro la Puteolana, nell’intervista realizzata da Lucio Pengue per Kiss Kiss Napoli davanti all’ospedale Santa Maria delle Grazie, a La Schiana, Pozzuoli.

La famiglia vive ore di grande apprensione. Le condizioni del giovane restano critiche e i familiari attendono gli aggiornamenti dei medici per capire come evolverà il quadro clinico. «I dottori ieri ci hanno detto che la situazione è critica, è una situazione importante e dobbiamo aspettare l’evolversi della cosa», racconta il padre. Poi aggiunge: «Più ore passano, meglio è».

Tifoso del Portici in coma, il padre racconta l’aggressione

Nel corso dell’intervista a Kiss Kiss Napoli, Massimo ricostruisce quanto sarebbe accaduto al figlio dopo la partita di Eccellenza. Secondo il suo racconto, Mario stava tornando a casa in macchina quando, a circa 50 metri dall’imbocco dell’asse viario, sarebbe stato raggiunto da un gruppo di persone.

Il padre sostiene che il figlio sarebbe stato seguito durante il tragitto da una persona in sella a una bicicletta elettrica, che avrebbe comunicato la sua posizione agli altri aggressori.

«È stato pedinato da un ragazzo su una bici elettrica», racconta Massimo, secondo il quale, una volta arrivati nei pressi dell’imbocco della strada, Mario e le persone che erano con lui si sarebbero trovati circondati da un gruppo numeroso.

«Quando sono arrivati a 50 metri dall’asse viario si sono ritrovati 100-150 persone addosso», afferma il padre. Una ricostruzione drammatica, che dovrà essere verificata dagli investigatori attraverso gli accertamenti sulla dinamica dell’aggressione e sulle responsabilità individuali.

«Una partita di Eccellenza, rimetterci la pelle»: la rabbia del padre

Nel racconto di Massimo emerge anche la rabbia per quanto accaduto e per la gestione dell’uscita delle tifoserie dallo stadio. Il padre ritiene che qualcosa non abbia funzionato nell’organizzazione delle misure di sicurezza.

«Una partita di Eccellenza, rimetterci la pelle», afferma. Poi rivolge una critica alle modalità con cui sarebbero state gestite le uscite dei sostenitori: secondo la sua testimonianza, una tifoseria sarebbe stata fatta uscire prima dell’altra, lasciando un intervallo che, a suo giudizio, non avrebbe garantito una separazione adeguata.

Massimo richiama anche il lavoro svolto abitualmente dalle forze dell’ordine in occasione delle partite del Portici. «Il mio rammarico forte è che non c’era la Questura di Portici a Pozzuoli», dichiara.

Si tratta delle valutazioni del padre, che chiede chiarezza sulla gestione dell’ordine pubblico e sulle circostanze che hanno preceduto l’aggressione.

Il colpo alla testa e i soccorsi: «Sono stati tempestivi»

Tra i passaggi più dolorosi dell’intervista c’è il racconto delle ferite riportate dal figlio. Secondo Massimo, Mario avrebbe ricevuto un colpo molto violento alla testa con un oggetto metallico.

Il padre, tuttavia, riconosce la tempestività dei soccorsi intervenuti dopo l’aggressione. «I soccorsi sono stati tempestivi, hanno chiamato l’ambulanza, sono venute due ambulanze», spiega.

Massimo esprime inoltre fiducia nel personale sanitario dell’ospedale Santa Maria delle Grazie, dove il figlio è ricoverato e seguito dai medici. La famiglia attende ora gli aggiornamenti clinici, mentre continua a sperare in un miglioramento delle condizioni del giovane.

L’appello di Massimo: «Deve costituirsi»

Il momento più forte dell’intervista arriva quando il padre si rivolge direttamente alla persona che avrebbe colpito Mario.

«L’appello che voglio fare è che devono arrestare questo assassino, lo devono arrestare», afferma Massimo, chiedendo che il responsabile venga individuato e assicurato alla giustizia. Poi lancia un appello perché chi ha aggredito il figlio si costituisca.

Le sue parole sono accompagnate dal pensiero rivolto alla famiglia di Mario e, soprattutto, ai bambini piccoli che lo aspettano a casa. «C’ha due bambini piccoli e uno in arrivo», racconta con dolore.

E conclude con una domanda che esprime tutta la sua disperazione: «Ma come si fa per una partita di calcio, ancora con questa violenza?».

Una vicenda che va oltre il calcio e lascia una famiglia in attesa di notizie dall’ospedale. Mentre Mario resta ricoverato in coma farmacologico, il padre chiede giustizia e che venga fatta piena luce su quanto accaduto dopo la partita.

ti potrebbe interessare

 Ultimissime    | Cronaca

Un tifoso del Portici di 34 anni è stato aggredito dopo la partita contro la Puteolana a Pozzuoli: colpito violentemente alla testa, è stato operato d’urgenza e resta ricoverato in condizioni gravissime. Indagini in corso per identificare gli aggressori.

 Primo Piano    | Calcio, Città, Cronaca, Napoli, Sport

Gianluca Grava, intervenuto a Kiss Kiss Napoli durante l’evento Napoli Legends a Pozzuoli, ha parlato del ritorno di Antonio Vergara e del legame tra prima squadra e settore giovanile, sottolineando il valore della vicinanza al territorio: «Per noi deve essere una passeggiata d’amore, di vicinanza per questo popolo che ha vissuto momenti difficili».

 Primo Piano    | Città, Cronaca

Sequestrata un’officina abusiva a Monterusciello, nel territorio di Pozzuoli. La Polizia Municipale ha trovato rifiuti, tracce oleose e veicoli senza assicurazione. Contestate sanzioni per diverse migliaia di euro.

 Primo Piano    | Cronaca

Le Napoli Legends aderiscono alla passeggiata solidale a Pozzuoli, in sostegno delle famiglie ancora in difficoltà dopo il sisma dei Campi Flegrei. Attesi anche personaggi dello spettacolo, della musica e dello sport.