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Durante l’emergenza carburanti, le scorte e i travasi improvvisati richiamano l’attenzione sui rischi per la salute. Ecco cosa sapere in caso di ingestione accidentale.
La protesta contro il caro vita e l’aumento del gasolio continua a coinvolgere Napoli. Nella mattinata di oggi, secondo quanto riferito da Autonomia Napolitana, anche alcuni studenti si sono uniti agli autotrasportatori e ai cittadini presenti nell’area del varco Bausan, al porto di Napoli.
Il presidio resta al centro di una situazione ancora controversa: mentre diverse ricostruzioni giornalistiche hanno riferito dello scioglimento dei blocchi, altre segnalazioni indicano che una parte della mobilitazione nel capoluogo campano non si è conclusa.
A confermare la prosecuzione della protesta è Autonomia Napolitana, che rivendica la presenza dei manifestanti e la partecipazione degli studenti.
«Noi continuiamo, non ci fermiamo, uniti con i trasportatori che ci confermano che vanno avanti. Stamattina si sono uniti anche gli studenti. Tutti insieme a protestare contro il carovita e l’aumento del gasolio», hanno dichiarato.
L’organizzazione ha inoltre contestato le notizie sulla fine della mobilitazione: «Sono fake news quelle che dicono che ci siamo fermati. Non è vero niente, noi protestiamo. Siamo qui, non ci fermiamo, la protesta va avanti».
Le dichiarazioni descrivono la volontà di proseguire la mobilitazione nonostante gli annunci delle ultime ore sul progressivo rientro dei blocchi in Campania.
Al centro della protesta c’è anche il giudizio sulle misure approvate dal Consiglio dei Ministri il 22 ottobre. Il decreto introduce, tra gli interventi per l’autotrasporto, ulteriori risorse per il credito d’imposta sul gasolio e la possibilità di sospendere alcune rate dei leasing dei veicoli.
Per una parte dei manifestanti, tuttavia, gli interventi non rappresenterebbero una risposta sufficiente alle difficoltà economiche del settore e all’aumento del costo della vita. La mobilitazione punta infatti a richiamare l’attenzione non soltanto sulle spese sostenute dagli autotrasportatori, ma anche sulle ricadute dei rincari sulle famiglie.
Nel frattempo, in Campania prosegue il tentativo di ripristinare la regolarità delle consegne dopo i giorni di blocchi e rallentamenti. La situazione varia da zona a zona: diverse aree hanno registrato la rimozione dei presidi, ma persistono difficoltà nel reperimento del carburante e tempi di attesa per il ripristino delle scorte nei supermercati.
La protesta, quindi, si inserisce in un quadro ancora in evoluzione, tra la ripresa delle attività logistiche e le iniziative di chi considera insufficienti le misure annunciate.
La mobilitazione contro il caro vita non riguarda soltanto il porto di Napoli. Nella giornata di oggi sono state segnalate iniziative di protesta anche a Bellizzi, in provincia di Salerno, dove i commercianti hanno avviato uno stato di agitazione contro l’aumento dei costi e le difficoltà economiche.
Per quanto riguarda le iniziative studentesche a San Giorgio a Cremano e Portici, le segnalazioni disponibili non consentono di ricostruire con precisione dimensioni e modalità delle manifestazioni. Il dato che emerge è una protesta che, accanto alle rivendicazioni degli autotrasportatori, raccoglie anche il malcontento di altre categorie sociali.
La situazione al varco Bausan resta dunque da seguire, con versioni differenti sull’effettiva estensione del presidio e sulle modalità con cui la mobilitazione proseguirà nelle prossime ore.
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