La Roma si presenta alla sfida contro il Napoli con grande fiducia, forte dei risultati ottenuti e di un’identità di gioco sempre più riconoscibile. In vista della partita di sabato 24 ottobre, il giornalista Andrea Di Carlo è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare la formazione di Gian Piero Gasperini, i possibili duelli tattici e il momento delle due squadre. Spazio anche a un ricordo del Derby del Sole e a una curiosità sulla maglia che i giallorossi indosseranno al Maradona.
Nonostante alcune assenze importanti, Di Carlo è convinto che la Roma abbia tutte le qualità per affrontare il Napoli senza timori.
«È una Roma molto forte, consapevole dei propri mezzi, che sta bene, è in salute e ha morale. Ci sono alcune assenze, perché Dybala, Koné e Pellegrini nei novanta minuti si fanno sentire, però questa è una squadra che anche a livello di rotazioni sta facendo veramente molto bene».
Il giornalista sottolinea soprattutto i progressi compiuti sotto la guida di Gasperini: «C’è questa macchia dei sette minuti di follia con il Real Madrid, altrimenti probabilmente parleremmo di un inizio leggendario. La Roma arriva da un anno di lavoro con Gasperini e questa identità si vede chiaramente in campo. È una squadra che viene sabato a Napoli con grande ambizione, per fare risultato pieno».
Di Carlo si sofferma anche sull’inserimento dell’allenatore nell’ambiente romanista, evidenziando un cambiamento rispetto all’esperienza di Bergamo.
«Gasperini, rispetto a quello che abbiamo conosciuto a Bergamo, dal punto di vista comunicativo ha fatto un upgrade. Temeva molto, a livello mediatico, la piazza di Roma. Si sta rivelando invece un abile comunicatore».
Secondo il giornalista, il tecnico ha imparato a gestire le aspettative dei tifosi e a rivolgere richieste alla società nei momenti opportuni, trovando un ambiente «maturo, esigente sì, ma con grande passione e pazienza nell’attendere i frutti di un lavoro».
Sul possibile undici titolare, Di Carlo si aspetta poche sorprese: «Credo che ci siano fondamentalmente un paio di dubbi, non di più. Bisogna capire se Balerdi, che è in grande condizione, possa insidiare qualcuno per una maglia da titolare, altrimenti penso che Mancini, Ndicka ed Hermoso comporranno la difesa».
Sulle altre scelte aggiunge: «Molina a destra, Wesley a sinistra. In mezzo al campo mi aspetto Cristante dal primo minuto vicino a De Roon».
Il secondo dubbio riguarda il reparto offensivo e il lavoro senza palla. Gasperini potrebbe scegliere Pisilli per limitare De Bruyne oppure affidarsi a Mora, adottando un atteggiamento più offensivo. Per Di Carlo, invece, le maglie di Soulé e Malen sembrano già assegnate.
Interrogato sul giocatore azzurro che potrebbe creare maggiori difficoltà alla Roma, Di Carlo individua in Kevin De Bruyne il principale riferimento tattico.
«Ne parlavo ieri con Riccardo Gentile di Sky Sport, che ha commentato Napoli-Bodø/Glimt. Diceva che, anche nelle difficoltà di questo Napoli, se si dà modo a De Bruyne di girare, il Napoli gira. Se invece viene contenuto e limitato, la squadra ha meno efficacia e meno qualità».
Poi conclude: «È un giocatore in grado di cambiare i piani di una sfida. A me piace tanto Højlund, ma mi tengo il nome di De Bruyne, se devo scegliere un calciatore sul quale giocarmi la partita dal punto di vista tattico».
Nel finale dell’intervento, Di Carlo rivela un particolare legato alla trasferta: «La Roma proverà anche un po’ a giocarla sulla scaramanzia, perché sabato pomeriggio giocherà in nero. Non accade dal 2018, quando arrivò l’ultima vittoria della Roma al San Paolo».
Il discorso si sposta quindi sul rapporto tra le due tifoserie, un tempo unite da un’amicizia ormai interrotta. Il giornalista ricorda come Napoli-Roma rappresentasse anche un legame tra due città contrapposte alle grandi squadre del Nord.
«Sarebbe bello essere promotori di un’iniziativa, anche se la vedo poco realistica in questo momento storico», osserva Di Carlo, esprimendo il desiderio di un ritorno a rapporti più distesi.
Secondo il giornalista, le rivalità calcistiche italiane continuano spesso a trasformarsi in divisioni profonde. Una differenza che emerge anche nel confronto con l’Inghilterra, dove, sottolinea, le rivalità tra club vengono generalmente accantonate quando gioca la Nazionale.
Ultime Sport | Calcio, Sport
Ultime Sport | Calcio, Sport
Ultime Sport | Calcio, Sport
Ultime Sport | Calcio, Sport
Ultimissime | Città, Cronaca