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Pepe Reina torna a parlare del Napoli dopo il 5-0 del Villarreal contro la Primavera azzurra: l’ex portiere ricorda il legame con la città, elogia Massimiliano Allegri e parla della corsa al campionato.
Il responsabile del settore giovanile azzurro Gianluca Grava è intervenuto a Radio Kiss Kiss Napoli alla vigilia della sfida contro il Villarreal. Dal ricordo del debutto in Champions League alla crescita dei giovani talenti: «Ne abbiamo tanti bravi, nei prossimi anni si sentirà parlare di loro».
Antonio Vergara e Milton Pereyra rappresentano due esempi del lavoro svolto dal settore giovanile del Napoli. A sottolinearlo è Gianluca Grava, responsabile del vivaio azzurro, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nella giornata di martedì 13 ottobre 2026. Nel corso dell’intervista, Grava ha ripercorso alcune delle emozioni più significative della propria carriera e ha parlato della crescita dei giovani calciatori che stanno cercando spazio tra i professionisti.
L’occasione è stata la vigilia di Villarreal-Napoli, appuntamento europeo che ha riportato alla memoria anche il debutto in Champions League dello stesso Grava. L’ex difensore ha parlato dell’importanza di trasmettere ai ragazzi mentalità, disciplina e spirito di sacrificio, soffermandosi in particolare su Vergara e Milton Pereyra.
Tra i passaggi più significativi dell’intervista c’è quello dedicato ad Antonio Vergara, cresciuto nel settore giovanile del Napoli e arrivato a vivere importanti esperienze con la prima squadra e con la Nazionale.
Grava conosce bene il percorso del giovane calciatore, che ha iniziato la propria avventura in azzurro quando aveva appena dieci anni. Per questo motivo, vederlo raggiungere traguardi importanti rappresenta una soddisfazione particolare per chi lo ha accompagnato durante la crescita.
«Sono quelle emozioni che non hanno prezzo», ha raccontato il responsabile del vivaio azzurro, sottolineando il valore del percorso compiuto da Vergara.
Il dirigente ha ricordato come il ragazzo sia riuscito a raggiungere in pochi mesi obiettivi importanti, dal debutto in Champions League all’esordio in Nazionale.
Poi, una definizione che racconta bene il carattere del giovane talento partenopeo: «È uno scugnizzo dentro Antonio Vergara, è uno scugnizzo».
Secondo Grava, il suo percorso può rappresentare un esempio per gli altri ragazzi del vivaio. Le occasioni, infatti, possono arrivare anche all’improvviso, ma bisogna dimostrare di essere pronti per sfruttarle.
«Lui è stato bravo a sfruttarla», ha spiegato, evidenziando la personalità mostrata da Vergara nei momenti decisivi.
Nel corso della trasmissione si è parlato anche di Milton Pereyra, attaccante che sta cercando di ritagliarsi il proprio spazio nel percorso di crescita verso il calcio dei grandi.
Grava ha espresso apprezzamento per le qualità del giovane, soffermandosi soprattutto sull’atteggiamento mostrato in campo e sulla disponibilità a lavorare per la squadra.
«Milton è un ragazzo generoso, un attaccante che lotta su ogni pallone, che si sacrifica per la squadra», ha dichiarato.
Il responsabile del settore giovanile ha quindi evidenziato un aspetto fondamentale per chi aspira a raggiungere stabilmente la prima squadra: non basta avere talento, perché servono anche continuità, applicazione e umiltà.
«Ha l’atteggiamento giusto», ha aggiunto Grava, augurandosi che il calciatore possa avere altre opportunità per dimostrare il proprio valore.
Il dirigente ha inoltre ricordato quanto sia importante mantenere i piedi per terra quando si arriva vicino alla prima squadra. Il salto tra il settore giovanile e il calcio professionistico richiede infatti una crescita costante, dentro e fuori dal campo.
Un altro tema centrale dell’intervista ha riguardato il Napoli Primavera guidato da Antonio Nocerino, impegnato nel percorso di crescita dei giovani calciatori e nelle competizioni nazionali ed europee.
Grava ha condiviso le considerazioni sul lavoro dell’allenatore, sottolineando come l’aspetto tecnico debba essere accompagnato da una precisa identità mentale.
«Oltre alle competenze tecniche, ha fatto della sua carriera la mentalità, lo spirito di sacrificio, la disciplina, l’essere uniti», ha spiegato il dirigente, descrivendo i principi che Nocerino sta cercando di trasmettere al gruppo.
Per il responsabile del vivaio, affrontare avversari internazionali rappresenta un’esperienza importante per i ragazzi, che hanno l’opportunità di misurarsi con contesti competitivi differenti e di acquisire maggiore maturità.
«Bisogna andare in campo e avere rispetto dell’avversario, mai paura e giocarsela alla pari», ha affermato Grava.
Il dirigente ha sottolineato inoltre che diversi calciatori della Primavera sono ancora molto giovani e affrontano avversari più esperti. Per questo motivo, l’obiettivo non può essere soltanto il risultato immediato, ma deve comprendere soprattutto la formazione e la crescita individuale.
La missione del vivaio azzurro è accompagnare i giovani verso il calcio professionistico e creare le condizioni affinché possano arrivare a giocarsi le proprie possibilità con la prima squadra.
Grava lo ha ribadito nel corso dell’intervista, spiegando che il lavoro quotidiano riguarda sia la preparazione tecnica sia la costruzione di una mentalità adeguata.
«L’obiettivo è quello di far crescere e cercare di portarne quanto è più possibile a ridosso della prima squadra», ha dichiarato.
Il responsabile del settore giovanile ha poi espresso fiducia nel potenziale dei calciatori che stanno crescendo nel vivaio napoletano.
«Credo che questi giovani ne abbiamo tanti bravi e sicuramente nei prossimi anni si sentirà parlare di loro», ha aggiunto, invitando i ragazzi e le loro famiglie a credere nel percorso senza perdere di vista l’importanza del lavoro quotidiano.
Il messaggio è chiaro: talento e ambizione devono procedere insieme a sacrificio e umiltà. Soltanto così, quando arriva l’occasione, un giovane può provare a trasformarla in un’opportunità concreta.
L’intervista si è aperta con un tuffo nel passato. Grava ha ricordato il proprio debutto in Champions League, un traguardo che per lui aveva il sapore di un sogno realizzato.
L’ex difensore ha raccontato di aver vissuto un’emozione immensa, soprattutto perché arrivata dopo un percorso lungo e ricco di sacrifici. Quando raggiunse la Champions con il Napoli, aveva circa 35 anni.
«Era un qualcosa che da bambino sognavo», ha spiegato, ricordando quanto fosse speciale giocare una partita così importante in uno stadio carico di entusiasmo.
Grava ha poi parlato dell’atmosfera vissuta al Maradona durante le notti europee, soffermandosi in particolare sull’inno della Champions League e sulla reazione del pubblico.
«È da pelle d’oca», ha raccontato, ricordando un’esperienza che soltanto chi l’ha vissuta direttamente può comprendere fino in fondo.
Un ricordo che si collega al presente: anche per i giovani del Napoli, infatti, le competizioni europee possono rappresentare un passaggio destinato a rimanere nella memoria per tutta la carriera.
Nel corso della trasmissione è intervenuta anche Monica Scozzafava, giornalista del Corriere della Sera, che ha commentato le possibili scelte di formazione per Villarreal-Napoli.
Secondo la giornalista, la squadra azzurra avrebbe potuto partire con il modulo 3-5-2, lasciando poi spazio a eventuali cambiamenti durante la partita in base alle esigenze tattiche.
Scozzafava ha inoltre indicato alcune possibili scelte: Milinkovic-Savic tra i pali, McTominay dal primo minuto, il ritorno di Politano e Gilmour in campo per consentire a Lobotka di rifiatare.
Tra i temi affrontati anche la possibilità di vedere Giovane protagonista della serata europea, con l’ipotesi di un impiego dal primo minuto dopo il rientro nella lista Champions.
Si tratta delle indicazioni emerse durante la trasmissione alla vigilia della partita, in attesa delle formazioni ufficiali.
Dalle parole di Gianluca Grava emerge una visione precisa del percorso di crescita dei giovani calciatori. Il settore giovanile deve offrire competenze, opportunità e strumenti per affrontare il passaggio al calcio dei grandi, ma i ragazzi devono dimostrare ogni giorno di meritare quel salto.
Le storie di Antonio Vergara e Milton Pereyra rappresentano due esempi di un percorso che può portare un giovane a confrontarsi con nuove responsabilità.
Per Grava, la differenza la fanno anche il carattere, la disponibilità al sacrificio e la capacità di restare umili quando arrivano i primi risultati importanti.
Il dirigente ha concluso con un messaggio rivolto ai ragazzi e alle loro famiglie: bisogna crederci, ma senza dimenticare l’impegno quotidiano. Perché nel calcio le opportunità possono arrivare in qualsiasi momento e bisogna essere pronti a sfruttarle.
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