Musumeci a Ischia: «Non sapevo della protesta dei Campi Flegrei»

Durante una visita ufficiale a Ischia, Musumeci commenta la manifestazione dei Campi Flegrei a Roma e sostiene di non essere stato avvisato. I sindaci replicano: «Avevamo inviato una lettera».

Il Ministro parla durante la visita alla struttura commissariale per la ricostruzione dell’isola e interviene sulla protesta dei cittadini flegrei a Roma: «I sindaci non mi hanno avvisato». Ma i primi cittadini replicano: «Avevamo inviato una lettera al Governo».

«Ho letto sul giornale che c’era una manifestazione per i Campi Flegrei». È da Ischia che Nello Musumeci riaccende il confronto con il territorio flegreo, all’indomani della protesta organizzata a Roma da cittadini, sfollati e sindaci di Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida.

Il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare ha commentato la mobilitazione nella mattinata di venerdì 9 ottobre, durante una visita ufficiale sull’isola. L’occasione era la presentazione del volume L’isola verde. Il diritto pubblico della ricostruzione e della messa in sicurezza nell’isola di Ischia, curato dal commissario straordinario Marcello Feola. In programma anche un aggiornamento sul percorso di ricostruzione dopo il terremoto e la frana che hanno colpito l’isola.

A margine dell’appuntamento, Musumeci ha affrontato anche la situazione dei Campi Flegrei, finendo al centro di una nuova polemica istituzionale.

«I sindaci non mi hanno avvisato»: le parole del ministro a Ischia

«I sindaci non mi hanno avvisato, ma non solo: non mi hanno mai chiesto un appuntamento». È questa la posizione espressa da Musumeci sulla manifestazione dell’8 ottobre nella Capitale, alla quale hanno partecipato oltre 700 persone per chiedere interventi urgenti contro le conseguenze del bradisismo.

Il ministro ha rivendicato il lavoro svolto dal Governo, ricordando che le misure legislative adottate finora per i Campi Flegrei sono state concordate con la Regione Campania e con i Comuni di Pozzuoli, Bacoli e Napoli.

Da qui la domanda che ha alimentato il dibattito: «Quindi mi chiedo contro chi sia rivolta la protesta».

Musumeci ha aggiunto che, per chiedere ulteriori interventi, non sarebbe necessario scendere in piazza. Ha comunque assicurato che il prossimo decreto conterrà nuove misure per affrontare l’emergenza e riordinare i provvedimenti adottati dal settembre 2023.

La replica dei sindaci: «Avevamo inviato una lettera»

Le dichiarazioni pronunciate a Ischia hanno provocato la reazione dei quattro sindaci presenti alla manifestazione di Roma.

Luigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli, Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli, Antonio Sabino, sindaco di Quarto, e Salvatore Scotto di Santolo, sindaco di Monte di Procida, hanno diffuso una nota congiunta per chiarire di aver comunicato la propria partecipazione già la settimana precedente.

La lettera, spiegano gli amministratori, era stata indirizzata al ministero della Protezione civile, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ad altri ministri. Nel documento erano state illustrate le ragioni della mobilitazione, insieme all’esasperazione dei cittadini e alla delusione per gli emendamenti non approvati.

«Abbiamo appreso dalla stampa le dichiarazioni del Ministro Musumeci sulla manifestazione di ieri e siamo sorpresi», scrivono i primi cittadini.

La divergenza riguarda dunque la comunicazione della protesta: Musumeci sostiene di non aver ricevuto un avviso diretto né una richiesta di incontro, mentre i sindaci affermano di aver informato formalmente il Governo attraverso una lettera.

Oltre 700 cittadini a Roma: le richieste dei Campi Flegrei

La manifestazione dell’8 ottobre ha portato nella Capitale oltre 700 cittadini, arrivati con 13 pullman dal territorio flegreo. Il corteo, partito dal Colosseo, ha raggiunto piazza Santi Apostoli con un obiettivo preciso: ottenere risposte concrete per una comunità che convive con l’emergenza bradisismica.

Al centro della protesta ci sono gli aiuti per le famiglie sfollate, la sicurezza degli edifici pubblici e privati e il sostegno alle attività economiche. I residenti chiedono risorse adeguate, tempi certi e interventi che consentano di continuare a vivere nei propri comuni senza rinunciare alla sicurezza.

Durante la giornata, una delegazione ha consegnato un documento con le proposte del territorio al capo di gabinetto del ministro Musumeci. Ai manifestanti è stato riferito che il nuovo decreto dovrebbe arrivare entro dieci giorni.

Il nodo della delocalizzazione e il nuovo decreto

Da Ischia, Musumeci è tornato anche sul tema della possibilità di restare nei territori interessati dal bradisismo. Secondo il ministro, la valutazione sulla permanenza nelle aree a rischio dovrà spettare alle autorità scientifiche, chiamate a esprimersi in maniera chiara.

Il Governo, ha ricordato, ha introdotto il diritto alla delocalizzazione, prevedendo un sostegno anche finanziario per chi sceglierà di lasciare le zone considerate a rischio.

È un punto particolarmente delicato per i cittadini flegrei, che temono di dover abbandonare le proprie abitazioni e le comunità nelle quali sono cresciuti. I sindaci, nella loro nota, hanno ribadito di non voler considerare la delocalizzazione volontaria come l’unica risposta possibile.

«Non vogliamo credere che l’unica risposta sia la delocalizzazione su base volontaria», scrivono, avvertendo che questa prospettiva rischia di aumentare ulteriormente la preoccupazione e la rabbia della popolazione.

Da Ischia ai Campi Flegrei, il confronto resta aperto

La visita di Musumeci a Ischia, dedicata alla ricostruzione e alla messa in sicurezza dell’isola, si è trasformata anche in un’occasione per riaccendere il confronto sull’emergenza dei Campi Flegrei.

Due territori diversi, ma accomunati dalla necessità di affrontare le conseguenze di eventi che mettono alla prova la sicurezza delle abitazioni e la tenuta delle comunità locali.

Dopo la protesta di Roma e le dichiarazioni del ministro, l’attenzione si sposta ora sul nuovo decreto. I sindaci assicurano di voler lasciare da parte le polemiche e confermano la disponibilità al dialogo, ma chiedono che alle parole seguano risorse e scadenze precise.

«Tutto quello che è accaduto ci ha portato ad oggi, ora dobbiamo guardare a domani», concludono i quattro amministratori.

Per i Campi Flegrei, il prossimo provvedimento rappresenterà il vero banco di prova: sarà lì che si capirà se le richieste portate a Roma troveranno risposte concrete.

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