Occupazione al Liceo Tito Lucrezio Caro di via Manzoni, a Posillipo. Gli studenti protestano contro il progetto del Cpr di Castel Volturno e denunciano le condizioni dell’edilizia scolastica
«Distruggete i Cpr, non la scuola». È lo striscione comparso sulla facciata del Liceo Tito Lucrezio Caro di via Manzoni, a Posillipo, dove gli studenti hanno occupato l’istituto nella mattinata di ieri.
La protesta è stata promossa dal Collettivo Settimo e dal Coordinamento Kaos e nasce in particolare dall’opposizione al Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) che dovrebbe sorgere a Castel Volturno.
Gli studenti hanno scelto di collegare la mobilitazione anche ad altri temi al centro del dibattito pubblico, a partire dalle condizioni dell’edilizia scolastica e dalla discussione sul possibile tetto al numero di studenti stranieri nelle classi.
«In un clima in cui si vuole limitare il numero massimo di studenti stranieri per classe, mentre scuole e ospedali cadono a pezzi per la scarsità di fondi pubblici, e a pochi chilometri da noi si costruisce un Cpr, prendere una posizione chiara è un obbligo», spiegano il Collettivo Settimo e il Coordinamento Kaos.
Al centro della mobilitazione c’è dunque anche il progetto relativo alla realizzazione di un Cpr a Castel Volturno, struttura destinata al trattenimento delle persone straniere in attesa di rimpatrio.
La protesta degli studenti del Tito Lucrezio Caro inserisce il tema all’interno di una riflessione più ampia sulle politiche migratorie, sui finanziamenti pubblici e sulle condizioni delle scuole.
L’occupazione dell’istituto di via Manzoni rappresenta così la presa di posizione dei collettivi studenteschi sui temi dell’inclusione, dell’immigrazione e del diritto a una scuola adeguatamente finanziata.
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