Antonio Vergara ha conquistato anche Andrea Stramaccioni. Il giovane talento del Napoli è stato tra le sorprese più interessanti della Nazionale durante la sosta e l’ex allenatore ha sottolineato le qualità mostrate dal calciatore nelle gare disputate con gli azzurri.
Intervenuto ai microfoni di Kiss Kiss Napoli, Stramaccioni ha analizzato il percorso dell’Italia e si è soffermato in particolare sulla crescita di Vergara, protagonista prima contro la Francia e poi nella sfida con la Turchia.
Per Stramaccioni, la prima caratteristica che balza agli occhi è la personalità mostrata dal giovane azzurro. «Le cose che saltano all’occhio di Vergara sono ovviamente la sua qualità, la sua cazzimma, per dirla in dialetto, e la sua fame», ha spiegato.
Ma c’è un altro aspetto che ha colpito particolarmente l’ex tecnico: il lavoro senza palla.
«Io però te ne sottolineo un’altra, che a me personalmente ha colpito tantissimo: la fase di non possesso», ha aggiunto Stramaccioni, evidenziando l’applicazione mostrata da Vergara sia allo Stade de France sia nella successiva partita contro la Turchia.
Il centrocampista del Napoli non si sarebbe limitato alla qualità tecnica. Secondo Stramaccioni, Vergara ha mostrato grande attenzione anche nei contrasti e nel lavoro difensivo.
«Lui si è applicato in una maniera maniacale», ha sottolineato l’ex allenatore, rimarcando la capacità del giocatore di aiutare la squadra anche nella fase di non possesso.
Un dettaglio importante per un calciatore offensivo, soprattutto considerando la possibilità di trovare spazio con continuità nel Napoli.
Ed è proprio sulla posizione in campo che Stramaccioni ha aperto una riflessione interessante. Nelle prime apparizioni con il Napoli, Vergara è stato utilizzato in ruoli differenti: esterno destro, esterno sinistro e mezzala.
Per l’ex tecnico, però, nel 4-3-3 potrebbe esserci una soluzione particolarmente interessante.
«Per me è la posizione migliore che lui può occupare nel 4-3-3», ha spiegato Stramaccioni, riferendosi al ruolo di esterno destro con la possibilità di accentrarsi e agire maggiormente tra le linee.
Il confronto con Matteo Politano nasce quasi naturalmente. Stramaccioni considera l’attaccante azzurro una certezza sulla fascia destra, ma vede in Vergara caratteristiche differenti.
«Antonio ha caratteristiche anche differenti», ha spiegato. Il giovane può infatti partire largo per poi accentrarsi e diventare una sorta di trequartista aggiunto, arrivando anche alle spalle della punta.
Per Stramaccioni, dunque, molto dipenderà dalla capacità di Massimiliano Allegri di individuare la collocazione tattica ideale per il giovane.
«Se Allegri riesce a trovargli una consacrazione definitiva, lui possa trovare continuità», è la previsione dell’ex allenatore.
Nel corso dell’intervento, Stramaccioni ha parlato anche di Giovanni Di Lorenzo, altro protagonista del Napoli in Nazionale.
L’ex allenatore ha definito il capitano azzurro un elemento fondamentale per il gruppo, soffermandosi non soltanto sulle qualità tecniche ma anche su quelle umane.
«Io ho un debole per lui», ha raccontato Stramaccioni, sottolineando la capacità di Di Lorenzo di sostenere i compagni e assumersi le proprie responsabilità anche nei momenti più difficili.
Un esempio, secondo l’ex tecnico, è arrivato dopo la partita contro il Belgio, quando il capitano del Napoli si è presentato a parlare nonostante una gara complicata.
L’analisi di Stramaccioni si è infine concentrata sul nuovo corso della Nazionale. L’ex allenatore ha apprezzato soprattutto la presenza di giovani capaci di affiancare la spina dorsale della squadra.
Da Pio Esposito a Vergara, passando per gli altri giovani utilizzati dal commissario tecnico, l’impressione è quella di un gruppo che può costruire un nuovo percorso senza rinunciare all’esperienza dei giocatori più affermati.
E proprio Vergara, secondo Stramaccioni, può rappresentare una delle carte più interessanti anche in prospettiva Napoli.
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