Oltre 12mila banconote false, per un valore facciale complessivo di circa 400mila euro, sono state sequestrate a Napoli dalla Guardia di Finanza. L’operazione ha portato all’arresto di tre persone, sorprese mentre, secondo l’ipotesi investigativa, erano impegnate nella falsificazione di banconote utilizzando tecniche riconducibili al cosiddetto “Napoli Group”, network internazionale noto per l’elevata qualità della contraffazione monetaria.
Gli arresti sono stati eseguiti lo scorso 29 settembre dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma, nell’ambito di una perquisizione. L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, Sezione III Criminalità Economica, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Alessandro Milita e del sostituto procuratore Silvio Pavia.
Le indagini hanno consentito di individuare, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un sistema organizzato su due distinti siti operativi. La prima fase della produzione delle banconote sarebbe avvenuta all’interno di una tipografia situata nei pressi dell’aeroporto di Capodichino.
Successivamente, le banconote venivano trasferite in un secondo laboratorio situato nel quartiere Chiaia, dove sarebbero state sottoposte alle operazioni di rifinitura e perfezionamento necessarie prima della loro eventuale immissione in circolazione. È proprio all’interno del laboratorio che i militari hanno effettuato il sequestro più consistente.
Nel corso della perquisizione sono state trovate oltre 12.000 banconote contraffatte nei tagli da 20 e 50 euro. Il valore facciale complessivo del denaro sequestrato è stato quantificato in circa 400mila euro.
Secondo l’ipotesi investigativa, le banconote sarebbero state pronte per essere introdotte illecitamente nel circuito legale. Il materiale rinvenuto avrebbe inoltre permesso agli investigatori di ricostruire le diverse fasi del processo di contraffazione e di rifinitura delle banconote.
All’interno del laboratorio sono stati sequestrati diversi macchinari professionali che sarebbero stati utilizzati nelle varie fasi della lavorazione. Tra il materiale rinvenuto figurano stampanti digitali, una plastificatrice, una taglierina e una stampante per etichette, oltre a computer, supporti informatici e telefoni cellulari.
I finanzieri hanno inoltre trovato centinaia di fogli con imitazioni delle filigrane, migliaia di supporti adesivi destinati alla riproduzione di elementi di sicurezza, strisce olografiche contraffatte, rotoli di foil e altro materiale che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato per completare le banconote.
Nel laboratorio è stato individuato anche altro materiale che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbe essere stato destinato alla falsificazione di documenti di identità. In particolare, sono state trovate prove di stampa relative alle copertine di passaporti della Repubblica Italiana e riproduzioni degli ologrammi delle carte di identità elettroniche.
Durante le operazioni sono state sequestrate anche le fatture relative all’acquisto della strumentazione e dei prodotti per l’editoria, oltre ad alcuni orologi e monili. Gli elementi raccolti sono ora al vaglio degli investigatori nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli.
Le tre persone arrestate, tutte già gravate da precedenti specifici in materia di falsificazione monetaria, sono state trasferite presso la Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale, dove sono rimaste a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il 2 ottobre, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha convalidato gli arresti. Le indagini proseguono per accertare tutti gli aspetti della vicenda e ricostruire l’eventuale rete collegata alla produzione e alla possibile distribuzione delle banconote contraffatte.
L’operazione ha permesso di interrompere, secondo quanto emerso dagli accertamenti, un’attività che disponeva di strumentazione e materiali destinati alla produzione e alla rifinitura di denaro falso, con un sequestro complessivo che ha riguardato migliaia di banconote e numerosi strumenti utilizzati nelle diverse fasi della lavorazione.
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