Gianni De Biasi è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per parlare della Nazionale dopo il successo in Turchia e del momento del Napoli di Massimiliano Allegri. L’allenatore ha promosso la reazione degli Azzurri, sottolineando però come il vero banco di prova arriverà contro la Francia. Poi il passaggio sul campionato e sulle difficoltà incontrate finora dagli azzurri.
La vittoria in Turchia ha convinto De Biasi soprattutto per l’atteggiamento mostrato dalla squadra fin dai primi minuti.
«È stata una squadra che ha giocato nella metà campo avversaria e si è proposta immediatamente con buona personalità. È chiaro che venivi da una sconfitta e dovevi cercare di dimostrare di essere una squadra diversa da quella che abbiamo visto contro il Belgio».
Il 3-0 maturato già nei primi 27 minuti ha indirizzato immediatamente la partita: «Ieri sera tutto è filato via liscio, perché se pensi che al 27’ eravamo già sul 3-0, questo ti dà un po’ l’idea dei problemi che avevano dall’altra parte».
Secondo De Biasi, il materiale a disposizione non manca. Il problema, semmai, è riuscire a trasformare le qualità individuali in una squadra realmente compatta.
«Secondo me questa Nazionale ha tanto, non è che abbia poco. È chiaro che, se la confrontiamo con l’Italia campione del mondo o con quella di Mancini del 2021, il paragone è diverso. Però credo che anche oggi abbiamo una buona qualità».
L’allenatore ha poi aggiunto: «Il problema è che a volte non riusciamo a mettere in campo tutte le qualità che abbiamo. Quando diventiamo squadra, quando siamo davvero coesi, riusciamo a dare un’immagine diversa. Ieri sera lo abbiamo fatto».
De Biasi ha ricordato anche il livello internazionale di diversi giocatori italiani, citando elementi abituati a confrontarsi con campionati di alto livello.
Il giudizio sulla Nazionale resta quindi molto chiaro: «Probabilmente, al di là del valore assoluto della squadra, non siamo riusciti a tirare fuori il massimo da questi ragazzi. Poi, se mi chiedi il motivo, non lo so, perché bisogna vivere certe realtà per capirle».
Poi la frase più netta: «Non siamo così scarsi da stare fuori da tre Mondiali di fila. Con gli avversari che abbiamo avuto sulla nostra strada, francamente, mi si muove l’intestino, mi viene la colite perforante, perché avevamo qualcosa in più per poter fare meglio».
La prossima sfida contro la Francia permetterà di capire meglio il reale livello raggiunto dagli Azzurri.
«Non saremo la squadra più forte al mondo, ma abbiamo subito un confronto con la Francia che ti dà l’idea e ti parametra i valori. Però, se in campo stai attento, se non subisci batoste e riesci ad andare a fargli male, alla fine qualcosa puoi portare a casa».
Il discorso si è poi spostato sul Napoli, fermo a sette punti dopo un inizio di stagione più complicato del previsto e condizionato anche dagli infortuni.
De Biasi ritiene che Allegri abbia ancora bisogno di tempo: «Non è semplice entrare e trovare subito la soluzione. Sono passati poco più di due mesi e mezzo, forse tre, da quando hanno cominciato a lavorare insieme e credo che, da questo punto di vista, ci siano ancora tante cose da rivedere».
Secondo l’allenatore, anche lo stesso tecnico azzurro si aspettava probabilmente una situazione differente: «Io credo che anche lui, Max, pensasse di essere in un’altra condizione in questo momento. Francamente, sette punti non sono il massimo dopo queste partite di campionato».
De Biasi ha infine guardato al prossimo impegno del Napoli, mettendo in guardia dalle difficoltà rappresentate dal Frosinone.
«Domenica sarà una partita con un carico di difficoltà enorme».
L’allenatore ha elogiato il lavoro di Alvini e il modo in cui la squadra si è espressa contro il Como: «Il Como l’ho sempre visto giocare bene, ma l’ho visto in difficoltà contro una squadra come il Frosinone, che ha avuto spesso il predominio del gioco, è stata aggressiva e ha sfruttato tutte le opportunità che ha avuto».
Per De Biasi, dunque, il Napoli dovrà ancora lavorare per trovare continuità e identità, mentre la Nazionale può ripartire dalla prova offerta in Turchia senza però considerarla già un punto d’arrivo.
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