Spinazzola in esclusiva: «Voglio dare il massimo e portare più vittorie possibili»

Leonardo Spinazzola ha parlato a Radio Kiss Kiss Napoli del rinnovo fino al 2028, del rapporto con Massimiliano Allegri e delle ambizioni del Napoli. L’esterno azzurro ha affrontato anche il tema dei giovani e ricordato le emozioni dello scudetto.

Spinazzola: «Dobbiamo ritrovarci»

L’esterno del Napoli ha poi parlato delle aspettative che accompagnano la squadra, invitando a non lasciarsi condizionare troppo dai giudizi che arrivano dopo ogni risultato. «Ormai sono abituato, diciamo in tutta Italia è così, però specialmente in piazze come Napoli, come Roma, ma anche la Juve, queste grandi squadre, Milan, Inter, basta che fai due risultati negativi e sembra che cada tutto il mondo addosso».

Per Spinazzola, il gruppo deve soprattutto ritrovare le proprie certezze. Il riferimento è alla squadra che nella scorsa stagione aveva dimostrato di poter competere per grandi traguardi: «Se l’anno scorso potevamo vincere qualcosa io penso che dopo due mesi sia cambiato tutto, i giocatori sono gli stessi, è solo da ritrovarci, ma soprattutto noi stessi».

Il lavoro, secondo il calciatore, deve partire dalla responsabilità individuale. «Ognuno di noi deve dare il proprio massimo, che poi così si può aiutare la squadra a vincere domenica dopo domenica».

Il rapporto con Allegri e il nuovo ruolo

A Napoli Spinazzola ha ritrovato Massimiliano Allegri, già conosciuto ai tempi della Juventus. Il calciatore ha evidenziato come il tecnico sia rimasto simile soprattutto nella gestione del gruppo, mentre ha percepito differenze importanti nel lavoro tattico e negli allenamenti.

«Sotto l’aspetto della gestione penso nulla, è stato sempre così, cioè dalla Juve l’ho conosciuto così». Diverso, invece, il discorso sul piano tecnico: «Penso che è cambiato molto, molta più intensità».

Un aspetto particolarmente apprezzato da Spinazzola è anche la responsabilità affidata ai giocatori: «È anche un allenatore che dà molta responsabilità a noi, questo a me personalmente mi piace molto».

Per quanto riguarda il proprio ruolo, l’esterno ha spiegato di sentirsi particolarmente a suo agio nella difesa a quattro. Dopo aver ricoperto spesso il ruolo di quinto, Spinazzola ha trovato maggiore libertà nella nuova posizione.

«Adesso come adesso mi trovo anche più a mio agio a quattro, sinceramente, perché riesco a capire quando andare, quando non andare, posso giocare dentro». E ancora: «A quattro posso restare più dentro, posso restare più basso, posso alzarmi, posso andare dentro, posso allargarmi, è molto differente in questo».

Il ricordo dello scudetto e il legame con Napoli

Nel corso dell’intervista non poteva mancare un riferimento allo scudetto conquistato con il Napoli e ai festeggiamenti che hanno accompagnato quel trionfo. Spinazzola ha già vissuto piazze particolarmente calde come Torino e Roma, ma il ricordo della festa napoletana resta speciale.

«A Napoli è stato meraviglioso, perché ancora ho negli occhi il ricordo di quella giornata e spero… io sono voluto rimanere qua anche per cercare di rivivere quelle giornate».

Un’esperienza che va ben oltre il momento della festa sul pullman. «Quella giornata sul pullman, ma chi se la dimentica. Ma non solo quella, tutti i giorni seguenti. È stato veramente stupendo».

Spinazzola sui giovani

Spinazzola ha affrontato anche il tema della crescita dei giovani calciatori italiani, partendo dalla propria esperienza. Secondo l’esterno, uno degli aspetti da rivedere è la pressione esercitata sui ragazzi fin dalle categorie più piccole.

«Io penso che innanzitutto togliendogli un pochino di pressione, ma quello è tutto il sistema che viene dal basso».

Il calciatore ha raccontato di aver visto bambini di sei o sette anni già alle prese con indicazioni tattiche molto precise. A suo giudizio, nelle prime fasi della formazione dovrebbe esserci maggiore spazio per la tecnica individuale, l’uno contro uno e la libertà di giocare.

Ha poi raccontato di aver parlato dell’argomento anche con Romelu Lukaku, confrontandosi sulla crescita dei figli e sui diversi metodi di allenamento. «Era tutto un uno contro uno, uno stop, un passaggio, una ricezione, è diverso. E quindi arrivano a 18 anni anche con un altro bagaglio».

Il concetto espresso da Spinazzola è quello di lasciare ai giovani la possibilità di sperimentare: «Penso che si debba partire da lì, dai piccoli a farli giocare e a dargli quelle indicazioni, ma di essere loro stessi, di provare, di avere coraggio».

Il sogno nato con Ronaldo il Fenomeno

Il discorso sui giovani ha portato Spinazzola a ricordare anche la propria infanzia e il momento in cui è nato il sogno di diventare calciatore. Il riferimento è a Ronaldo il Fenomeno, uno dei suoi idoli.

«Sono stato sempre attaccato alla palla, sono stato sempre attaccato a Ronaldo il Fenomeno».

All’epoca non c’erano internet e social network e Spinazzola racconta di avere una videocassetta con le giocate del brasiliano che guardava continuamente. «Avevo questa videocassetta di Ronaldo il Fenomeno e penso tutti i giorni, più volte, la guardavo e andavo fuori a provare».

Il percorso non è stato però privo di difficoltà. A 14 anni, lontano da casa, Spinazzola attraversò un momento in cui pensò persino di smettere. «Mi mancava casa», ha raccontato, spiegando quanto sia stato importante il sostegno della famiglia per continuare a inseguire il suo sogno.

Politano allenatore? Spinazzola sceglie il compagno

Nel finale c’è stato spazio anche per una battuta sul rapporto con Matteo Politano. Alla domanda se preferisse andare al mare con Allegri oppure avere Politano come allenatore, Spinazzola ha scelto il compagno di squadra.

«Scelgo Matteo allenatore».

Il rapporto tra i due è infatti molto stretto anche fuori dal campo: «Stiamo sempre insieme, siamo sempre anche a casa la sera, siamo spesso insieme con le nostre mogli, stiamo veramente bene».

Infine, il messaggio ai tifosi del Napoli, con la promessa di continuare a lavorare per regalare altre soddisfazioni: «Spero vivamente che vi possiamo dare delle grandi gioie e lo spero con tutto il cuore perché ve lo meritate. Forza Napoli!».

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