Bagnoli, Falconio: “Napoli avrà un altro lungomare”

Bagnoli al centro della trasformazione di Napoli in vista dell’America’s Cup. A raccontare la prospettiva sul futuro dell’area è stato Dino Falconio, subcommissario per Bagnoli, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli dallo stand del Comune di Napoli allestito sul lungomare, in occasione dei quattro giorni di pre-regate della Louis Vuitton Cup.

Falconio ha sottolineato come l’arrivo dell’America’s Cup rappresenti anche un’occasione per accelerare alcuni interventi già previsti per Bagnoli, a partire dalla bonifica e dal risanamento del mare.

Bagnoli verso un nuovo lungomare

“Napoli non avrà soltanto il celebre lungomare Caracciolo”, ha spiegato Falconio durante l’intervista. “Presto Napoli avrà un altro lungomare che sarà il lungomare di Coroglio-Bagnoli”.

Il progetto di trasformazione dell’area si inserisce in una visione più ampia che coinvolge anche Napoli Est e San Giovanni, con l’obiettivo di restituire alla città il rapporto con il mare.

Proprio il recupero del litorale rappresenta uno dei punti centrali del percorso. Falconio ha ricordato infatti come l’area di Bagnoli abbia ereditato un forte inquinamento legato a decenni di attività industriale.

Bonifica del mare e balneabilità

Secondo il subcommissario, uno degli obiettivi perseguiti anche attraverso l’accelerazione dei lavori legata all’America’s Cup è il risanamento marino e la restituzione della balneabilità al tratto di costa.

“Il mare non bagna Napoli” è il riferimento utilizzato da Falconio per descrivere simbolicamente una situazione che, secondo il subcommissario, la trasformazione di Bagnoli può contribuire a superare.

Il progetto riguarda un tratto di litorale particolarmente significativo per la città, quello compreso tra Nisida e Pozzuoli, che potrebbe tornare progressivamente a essere vissuto dai cittadini anche attraverso un nuovo rapporto con il mare.

L’eredità dell’America’s Cup a Napoli

L’America’s Cup, secondo Falconio, non dovrebbe essere considerata soltanto come un grande evento sportivo internazionale. L’obiettivo è infatti che le ricadute possano proseguire anche dopo la conclusione della Louis Vuitton Cup.

Nel corso dell’intervista il subcommissario ha citato gli esempi di Valencia e Barcellona, città che hanno ospitato importanti eventi internazionali e che hanno registrato ricadute anche negli anni successivi.

Per Napoli, l’appuntamento con la Coppa America può rappresentare quindi un’occasione per migliorare l’offerta turistica, l’accoglienza e i servizi destinati non soltanto ai visitatori, ma anche ai cittadini.

Bagnoli e le opportunità per i giovani

Falconio ha parlato anche delle possibili ricadute economiche dell’America’s Cup, ricordando le stime di un indotto nell’ordine di un miliardo-un miliardo e mezzo di euro.

Il tema dello sviluppo, nelle parole del subcommissario, è strettamente legato anche alle opportunità occupazionali per i giovani napoletani. L’obiettivo indicato è quello di creare nuove occasioni professionali in città, riducendo la necessità per molti giovani di trasferirsi altrove.

Non soltanto turismo, dunque, ma anche tecnologia e innovazione. Falconio ha evidenziato infatti come le moderne imbarcazioni dell’America’s Cup siano vere e proprie piattaforme tecnologiche, dotate di sistemi avanzati di connettività e strumenti che potrebbero trovare applicazioni anche nella vita quotidiana e nella nautica del futuro.

America’s Cup, Napoli guarda oltre il 2026

Il futuro di Bagnoli si intreccia quindi con quello dell’America’s Cup, ma la trasformazione dell’area guarda soprattutto al periodo successivo all’evento.

L’obiettivo indicato da Falconio è arrivare a una nuova fase per il quartiere, con il recupero del rapporto con il mare e la creazione di un nuovo lungomare a Coroglio-Bagnoli.

“Al termine dell’America’s Cup potremmo dire di avere fatto pace con il mare”, ha spiegato il subcommissario ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.

Una prospettiva che va oltre le regate e che punta a fare dell’area di Bagnoli uno dei luoghi centrali della trasformazione urbana di Napoli nei prossimi anni.

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