Campi Flegrei, saltano gli emendamenti: la rabbia dei sindaci

Il decreto sui Campi Flegrei arriva a un nuovo passaggio parlamentare tra polemiche e forti reazioni dal territorio. Nelle Commissioni Bilancio e Ambiente della Camera non è passato gran parte del pacchetto di emendamenti che puntava a rafforzare gli interventi per l’area interessata dal bradisismo.

Le proposte chiedevano, tra le altre cose, più risorse per gli immobili danneggiati, nuovi strumenti di sostegno per le famiglie costrette a lasciare casa e maggiori possibilità di intervento per i Comuni. Nel testo del decreto rimangono comunque alcune misure già previste, tra cui 100 milioni di euro complessivi per gli edifici residenziali dichiarati inagibili.

Il mancato inserimento delle ulteriori modifiche ha però provocato una nuova frattura tra le istituzioni e il territorio.

Campi Flegrei, cosa chiedevano i Comuni

Una delle questioni principali riguarda gli edifici colpiti dalle scosse legate al bradisismo. I sindaci dell’area flegrea hanno chiesto più volte di aumentare le risorse disponibili per consentire ai proprietari di effettuare interventi di ripristino e messa in sicurezza.

Tra le proposte presentate durante l’esame del provvedimento figurava anche la possibilità di arrivare a una copertura integrale delle spese per gli interventi sulle abitazioni danneggiate.

Sul tavolo erano finite inoltre misure per le persone sfollate, agevolazioni fiscali, sostegni alle attività economiche e un rafforzamento delle strutture amministrative dei Comuni, chiamate a gestire una situazione che si trascina ormai da diversi anni.

Il punto contestato dagli amministratori non riguarda quindi soltanto le risorse già inserite nel decreto, ma soprattutto la mancata estensione degli strumenti richiesti per affrontare una situazione che ha avuto nuove conseguenze dopo la forte scossa del 31 luglio.

Manzoni annuncia una possibile mobilitazione

Tra le reazioni più dure c’è quella del sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni.

Il primo cittadino ha annunciato la possibilità di portare la protesta direttamente a Roma qualora dal Governo non arrivassero risposte alle richieste dei Comuni.

La posizione dell’amministrazione puteolana si concentra soprattutto sulla necessità di garantire risorse sufficienti per gli edifici danneggiati e per le famiglie che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni.

Manzoni aveva già chiesto nelle scorse settimane un sistema di finanziamento più stabile, con l’istituzione di un fondo unico e permanente per affrontare le conseguenze del bradisismo.

L’obiettivo indicato dal sindaco è quello di evitare che ogni nuova fase dell’emergenza debba essere affrontata attraverso provvedimenti temporanei e stanziamenti aggiuntivi.

Della Ragione: «Serve una risposta strutturale»

Anche da Bacoli arriva una forte presa di posizione. Il sindaco Josi Della Ragione ha criticato l’esito dell’esame parlamentare degli emendamenti.

Secondo il primo cittadino, le proposte erano state elaborate dopo un lungo confronto tra le amministrazioni locali, la Regione Campania, il Governo e i rappresentanti del territorio.

Il tema, per Della Ragione, non può essere affrontato soltanto attraverso interventi emergenziali. Dopo le nuove scosse e i problemi che continuano a interessare numerose famiglie, il sindaco torna a chiedere una risposta specifica e strutturale per i Campi Flegrei.

Tra le ipotesi sostenute dai sindaci c’è anche quella di una legge speciale dedicata al bradisismo, con strumenti e risorse calibrati sulle caratteristiche dell’area.

Sarracino e Caso contestano il provvedimento

La vicenda ha alimentato anche il confronto politico in Parlamento.

Il deputato del Partito Democratico Marco Sarracino ha criticato la mancata approvazione delle proposte presentate per il territorio flegreo. Tra le misure sostenute figuravano interventi per le abitazioni danneggiate, aiuti agli sfollati e alle imprese e un rafforzamento delle risorse destinate alle amministrazioni locali.

Dalla stessa area arriva anche la contestazione del deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Caso, eletto nel territorio puteolano.

Caso ha richiamato in particolare le richieste relative alla sicurezza degli edifici e delle scuole, al sostegno delle famiglie che non possono rientrare nelle proprie abitazioni e alle necessità dei Comuni impegnati nella gestione dell’emergenza.

Nel decreto restano 100 milioni per gli edifici inagibili

Lo stop agli emendamenti non significa che il decreto non contenga misure per i Campi Flegrei.

Tra gli interventi già previsti c’è uno stanziamento di 100 milioni di euro tra il 2026 e il 2027 destinato agli edifici residenziali dichiarati inagibili. Il provvedimento contiene inoltre strumenti di sostegno per i nuclei familiari che hanno dovuto lasciare la propria abitazione.

Il confronto politico si concentra quindi sulla richiesta di ampliare ulteriormente queste misure e di introdurre nuovi strumenti per affrontare i danni prodotti dalle sequenze sismiche.

Campi Flegrei, la partita non è ancora chiusa

Il provvedimento dovrà ora proseguire il proprio percorso parlamentare. La maggioranza ha inoltre lasciato aperta la possibilità di intervenire successivamente con un nuovo provvedimento specifico per i Campi Flegrei, nel quale potrebbero essere recuperate alcune delle misure rimaste fuori dal decreto.

Per il territorio, dunque, la questione resta aperta.

Dopo la scossa del 31 luglio, il problema non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza nell’immediato. Restano sul tavolo la sicurezza degli edifici, la condizione degli sfollati, il sostegno alle attività economiche e la necessità di garantire ai Comuni strumenti adeguati per affrontare il bradisismo.

Il prossimo passaggio parlamentare e le iniziative annunciate dai sindaci saranno quindi decisivi per capire quali delle richieste avanzate dal territorio potranno trovare spazio nei prossimi provvedimenti.

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