Due antiche grotte di tufo trasformate in cantieri nautici, officine meccaniche e aree per il rimessaggio delle barche. È quanto scoperto dalla Polizia Metropolitana di Napoli durante un’operazione condotta lungo la costa di Posillipo. Il blitz ha portato al sequestro di circa 5.500 metri quadrati, di due strutture e di circa 200 imbarcazioni. Otto persone sono state denunciate.
L’operazione ha interessato due cavità naturali sottoposte a vincolo paesaggistico. All’interno, secondo quanto emerso dagli accertamenti, erano state organizzate vere e proprie attività nautiche, con spazi destinati al ricovero delle imbarcazioni e officine per gli interventi di manutenzione.
La prima area individuata si trova nella Grotta di Baia del Cenito, dove gli agenti hanno trovato centinaia di imbarcazioni. La cavità era stata utilizzata come rimessaggio per natanti e ospitava anche un’officina meccanica realizzata a ridosso della battigia.
La seconda struttura è stata individuata nella zona di Riva Fiorita, nelle vicinanze di Villa Rosebery. Anche in questo caso gli accertamenti hanno evidenziato attività di rimessaggio e manutenzione delle imbarcazioni prive, secondo gli investigatori, delle necessarie autorizzazioni.
Le operazioni sono state coordinate dalla comandante della Polizia Metropolitana Lucia Rea e hanno coinvolto il Gruppo Navale, la Sezione Ambiente e il Nucleo N.I.S.A. Il controllo delle aree è avvenuto anche via mare.
Il dato più rilevante dell’operazione riguarda il numero delle imbarcazioni presenti nelle due grotte. Sono circa 200 le barche sottoposte ad accertamenti, mentre l’area complessivamente sequestrata raggiunge i 5.500 metri quadrati.
Le verifiche proseguiranno anche sui proprietari delle imbarcazioni che si trovavano all’interno delle strutture, sia per il rimessaggio sia per interventi di manutenzione. Gli investigatori stanno inoltre verificando l’eventuale presenza di altre cavità utilizzate per attività analoghe.
L’operazione non si è fermata a Posillipo. Gli accertamenti della Polizia Metropolitana sono stati estesi anche al territorio di Giugliano in Campania, dove sono state sequestrate altre tre aziende attive nel settore della cantieristica navale.
Una delle attività, secondo quanto riportato dalle fonti, risulterebbe collegata a uno dei cantieri individuati a Posillipo. Per gli accertamenti relativi alle aziende di Giugliano è stata interessata la Procura di Napoli Nord, mentre gli atti relativi alle due grotte di Posillipo sono stati trasmessi alla Procura di Napoli.
Al termine dell’operazione sono state denunciate otto persone all’Autorità giudiziaria. Gli accertamenti serviranno ora a chiarire tutti gli aspetti delle attività svolte nelle due grotte e nelle aziende coinvolte nell’indagine.
La vicenda riporta così l’attenzione sulla tutela della costa di Posillipo e sull’utilizzo delle cavità naturali sottoposte a vincoli. Al centro dell’inchiesta ci sono strutture che, secondo gli accertamenti degli investigatori, erano state trasformate in veri e propri poli per il rimessaggio e la manutenzione delle imbarcazioni.
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