Giovanni Galli, ex portiere che ha vestito entrambe le maglie oltre a quelle di Milan e Nazionale, è intervenuto a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, in vista di Fiorentina-Napoli, ha analizzato il momento delle due formazioni.
Dalla ripartenza della Fiorentina dopo il cambio in panchina alle difficoltà incontrate dal Napoli di Massimiliano Allegri, fino ai ricordi della sua esperienza in azzurro: Galli ha affrontato diversi temi in vista di Fiorentina-Napoli.
Secondo Giovanni Galli, la Fiorentina aveva a disposizione una rosa di qualità, ma nella prima parte della stagione qualcosa non aveva funzionato. L’ex portiere ha parlato del cambio di allenatore e dell’impatto avuto da Paolo Vanoli sul gruppo.
«La squadra secondo me era stata costruita con elementi di valore. Probabilmente con Fabio Grosso non è scoccata la scintilla, probabilmente ci sono state delle incomprensioni, incomprensioni tattiche, forse caratteriali, non lo so. Però dopo quattro giorni, anche se Vanoli già conosceva parte di questo gruppo, vedere la partita di Venezia, vedere la partita di Pisa, al di là del valore dell’avversario, ma è la prestazione, vedere correre i calciatori con intensità significa che c’era qualcosa prima che non funzionava».
Galli ha poi sottolineato la scelta della società di intervenire rapidamente sulla panchina, indicando Vanoli come un tecnico che sembra aver trovato subito la chiave per entrare nel gruppo.
«Probabilmente Paratici aveva sbagliato a sostituire, ha visto che probabilmente bisognava metterci le mani subito e ce le ha messe subito. Al momento Vanoli sembra l’allenatore giusto per questo gruppo».
Per Galli, proprio la sfida contro il Napoli rappresenterà un banco di prova significativo per capire il reale valore della nuova Fiorentina.
«La partita contro il Napoli, secondo me ci dirà se questa Fiorentina può rientrare tra le protagoniste di questo campionato, cioè mi riferisco a come tutti l’avevano indicata a inizio stagione, come una delle candidate a poter entrare in Europa».
L’ex portiere ha evidenziato anche il valore della squadra di Allegri, nonostante le assenze con cui il Napoli arriva alla sfida.
«Adesso la partita col Napoli parlerà chiaro, insomma due squadre forti si affronteranno. È vero, il Napoli è incerottato, d’accordo, però è sempre Napoli. E questa partita sicuramente ci dirà molto per tutte e due probabilmente».
L’attenzione si è poi spostata sul Napoli e sulle difficoltà incontrate da Massimiliano Allegri nella sua nuova esperienza sulla panchina azzurra.
Galli ha spiegato come l’inizio di una nuova gestione tecnica richieda tempo, soprattutto in una stagione caratterizzata da numerosi cambi di allenatore.
«A inizio stagione, quando mi hanno chiamato per chiedermi la griglia di partenza, io ho detto: signori, essendo cambiati tanti allenatori, la griglia di partenza si fa fatica a farla in questo momento, perché bisognerà capire come questi nuovi allenatori riusciranno ad entrare nella testa dei calciatori, come si relazioneranno con i giocatori».
Un processo che, secondo l’ex portiere, non può essere immediato.
«Non è così semplice. Voglio dire, arriva un allenatore, c’è una storia e immediatamente cambia. Non funziona in questa maniera».
Da qui il riferimento alle difficoltà incontrate da diversi tecnici in questo avvio di stagione.
«Per cui lo stiamo vedendo, le difficoltà di Amorim, stiamo vedendo appunto le difficoltà di Allegri. Insomma le difficoltà ci sono, perché sono normali, perché sono fisiologiche».
Nel corso dell’intervista a Radio Kiss Kiss Napoli, Galli ha anche ricordato la sua esperienza con la maglia azzurra. Alla domanda sul momento più bello vissuto a Napoli, l’ex portiere ha indicato immediatamente la Supercoppa.
«La Supercoppa! Come si dice, il primo amore, la prima, la prima non si dimentica mai».
Per Galli, però, il ricordo di Napoli è legato anche al rapporto speciale con la tifoseria.
«Chi gioca a Napoli deve capire che gioca per un popolo, per quelli che vengono in tribuna e che non vedono l’ora di abbracciarti, di incontrarti, di mostrarti quello che è tutto il loro affetto».
La Supercoppa conquistata contro la Juventus resta uno dei ricordi più significativi dell’esperienza napoletana di Galli. L’ex portiere ha raccontato soprattutto l’emozione vissuta allo stadio San Paolo.
«E quella partita lì, quando iniziò a partire ‘O surdato ‘nnammurato, io avevo la pelle d’oca perché non ero abituato… è un ricordo bellissimo».
Il ricordo della sua esperienza in azzurro accompagna così Galli alla vigilia di Fiorentina-Napoli, una sfida che metterà di fronte due squadre impegnate in nuovi percorsi tecnici e alla ricerca di continuità.
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