Ci sono date che, per i tifosi del SSC Napoli, non sono semplicemente numeri sul calendario. Il 14 settembre 2011 è una di quelle. È la sera in cui il Napoli tornò a respirare l’aria della Champions League, quella delle grandi notti europee, delle trasferte impossibili e dei sogni che sembravano finalmente tornare a essere reali.
All’Etihad Stadium di Manchester, gli azzurri di Walter Mazzarri affrontarono il Manchester City di Roberto Mancini. Non era una partita come le altre: era il ritorno del Napoli nella fase a gironi della massima competizione europea dopo un’attesa lunghissima, 21 anni dopo l’ultima apparizione.
Di fronte c’era una squadra ricchissima, costruita per vincere e piena di campioni. Il Napoli, invece, arrivava a quella serata con la forza di un gruppo che aveva conquistato la qualificazione grazie al terzo posto in Serie A e che non aveva alcuna intenzione di recitare il ruolo della comparsa.
In campo c’erano Lavezzi, Hamsik e Cavani, il tridente che aveva fatto sognare una città intera. E proprio il Matador sarebbe diventato il protagonista del momento più emozionante della serata.
Dopo un primo tempo combattuto, con il Napoli capace di colpire anche una traversa con Lavezzi, la ripresa regalò il momento destinato a entrare nella memoria dei tifosi. Al 69′, Christian Maggio recuperò palla e servì Edinson Cavani, che batté Joe Hart con una conclusione precisa, facendo esplodere il settore occupato dai circa 3.000 sostenitori azzurri arrivati in Inghilterra.
Per qualche minuto il Napoli fu avanti all’Etihad. Un’immagine quasi irreale: gli azzurri in vantaggio sul campo del Manchester City, nella loro prima partita della nuova era Champions.
Il vantaggio, però, durò soltanto cinque minuti. Aleksandar Kolarov trovò il pareggio su punizione, fissando il risultato sull’1-1. Un epilogo che lasciò anche un pizzico di rammarico, perché il Napoli ebbe occasioni importanti e sfiorò persino il colpo esterno.
Ma quella sera il risultato passò quasi in secondo piano. Il Napoli aveva dimostrato di poter stare su quel palcoscenico, contro una delle squadre più ambiziose d’Europa. E lo aveva fatto con personalità, coraggio e un calcio capace di sorprendere.
Ripensare a quel Napoli del 14 settembre 2011 significa tornare a un calcio fatto di emozioni autentiche: il Pocho che correva, Hamsik che si inseriva, Cavani che sembrava arrivare su ogni pallone e una squadra capace di trasformare una trasferta proibitiva in una notte da ricordare.
Quell’1-1 fu soltanto il primo capitolo di un’avventura europea straordinaria. Il Napoli avrebbe poi superato il girone e conquistato un posto tra le grandi, regalando ai tifosi altre serate indimenticabili.
Ma tutto iniziò lì, a Manchester. Con una maglia azzurra, una città intera davanti alla televisione e il destro di Cavani che, per un istante, fece sembrare possibile qualsiasi cosa.
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