Saracinesche abbassate e una richiesta precisa alle istituzioni. Questa mattina gli artigiani di San Gregorio Armeno hanno organizzato una serrata simbolica per accendere i riflettori sul futuro della storica strada dei presepi di Napoli.
La protesta nasce dalla preoccupazione per i cambiamenti che stanno interessando le attività commerciali della zona. Le botteghe chiedono un confronto con il Comune e con le istituzioni. L’obiettivo è tutelare la tradizione artigianale senza bloccare lo sviluppo della strada.
San Gregorio Armeno rappresenta uno dei luoghi più riconoscibili della tradizione napoletana. Le sue botteghe custodiscono da generazioni l’arte dei pastori e della produzione presepiale.
Secondo gli artigiani, però, la crescita di attività con una proposta commerciale diversa rischia di modificare progressivamente il volto della strada.
Vincenzo Capuano, presidente dell’Associazione Le Botteghe di San Gregorio Armeno, ribadisce che la mobilitazione non vuole fermare gli investimenti.
La richiesta riguarda soprattutto il futuro della strada. Gli operatori vogliono capire quale sarà la sua identità nei prossimi anni e come accompagnare i cambiamenti senza perdere la tradizione.
Gli artigiani sottolineano di non voler creare una contrapposizione con chi sceglie di investire nella zona.
“Non siamo contrari allo sviluppo e non mettiamo in discussione il diritto di chiunque di investire e fare impresa”, ha spiegato Capuano. La questione, secondo l’associazione, riguarda invece il modello di sviluppo da adottare.
L’obiettivo è evitare che San Gregorio Armeno diventi una semplice strada commerciale. La priorità resta quella di preservare le botteghe storiche e il patrimonio legato all’arte presepiale.
Anche Gabriele Casillo, portavoce dell’associazione, ha chiarito la posizione degli artigiani. La protesta, ha spiegato, non riguarda l’origine o la tradizione degli operatori che scelgono di investire nella strada.
Il punto centrale resta la tutela della vocazione storica di San Gregorio Armeno.
Tra gli elementi che hanno riacceso il dibattito c’è anche un’attività interessata da un contratto di affitto di ramo d’azienda a favore di un nuovo operatore. La nuova proposta commerciale presenta caratteristiche diverse rispetto alla tradizione presepiale della strada.
L’associazione riconosce la legittimità dell’operazione. Allo stesso tempo, considera il caso un’occasione per discutere del futuro dell’intera area.
Gli artigiani chiedono quindi al Comune di Napoli e alle altre istituzioni di aprire un tavolo permanente. Al centro del confronto dovrebbero esserci commercio, turismo, artigianato e tutela dell’identità culturale.
La richiesta non punta a fermare la trasformazione della strada. Gli operatori chiedono invece regole e strumenti capaci di accompagnare la crescita.
Per le botteghe, infatti, il turismo e lo sviluppo commerciale devono rappresentare una risorsa. Il rischio, secondo gli organizzatori della protesta, è che la crescita finisca per ridurre gli spazi dedicati alle attività che hanno costruito la fama internazionale di San Gregorio Armeno.
La serrata di oggi resta quindi un gesto simbolico. Gli artigiani sperano che possa aprire un confronto concreto sul futuro della strada dei presepi e sulla tutela della sua identità.
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