Nu Genea all’Arena Flegrea: storia, successi e sound freschissimo

I Nu Genea, duo che rappresenta uno dei progetti musicali napoletani più originali e riconoscibili degli ultimi anni, tornano a casa questa sera, nelle prima delle due date all’Arena Flegrea. Un live atteso, nel quale il pubblico potrà ritrovare quel mix irresistibile di funk, disco, elettronica, ritmi mediterranei e lingua napoletana che ha trasformato il duo in un fenomeno internazionale.

Nu Gena, dai club di Berlino alla conquista del mondo

Dietro il nome Nu Genea ci sono Massimo Di Lena e Lucio Aquilina, due musicisti napoletani che hanno costruito il proprio percorso tra ricerca musicale, cultura dei vinili e contaminazioni internazionali. Il progetto nasce inizialmente nel 2014 con il nome Nu Guinea, per poi assumere l’attuale denominazione nel 2021.

Il loro obiettivo è sempre stato quello di riscoprire le sonorità del passato e trasformarle in qualcosa di contemporaneo. Disco, funk, boogie, jazz, afrobeat, elettronica e tradizione partenopea convivono in una formula capace di parlare tanto a Napoli quanto al pubblico internazionale.

Il primo grande manifesto di questa identità è “Nuova Napoli”, album pubblicato nel 2018, nel quale sintetizzatori, strumenti acustici e voci in napoletano si fondono in un omaggio moderno alla città e al suo patrimonio musicale. Un lavoro che ha contribuito a riportare al centro il cosiddetto Neapolitan Power, proiettandolo però verso nuovi scenari sonori.

Marechià, il brano che ha fatto esplodere il fenomeno

La consacrazione arriva nel 2021 con “Marechià”, realizzata insieme alla cantante Célia Kameni. Il brano diventa rapidamente uno dei simboli dell’estate italiana, grazie a un ritornello trascinante, alle atmosfere mediterranee e a un videoclip diventato iconico.

“Marechià” non è soltanto una canzone da ballare: è una cartolina surreale di Napoli, fatta di ironia, mare immaginato, colori e libertà. Il singolo ottiene anche la certificazione di Disco d’Oro e apre la strada alla fase più internazionale del progetto.

Nu Genea, da Tienatè a Bar Mediterraneo

Il percorso prosegue con “Tienatè”, interpretata con Fabiana Martone, e soprattutto con l’album “Bar Mediterraneo”, pubblicato nel 2022. Il disco diventa il cuore della nuova identità dei Nu Genea: un luogo musicale immaginario dove Napoli incontra l’Africa, il funk dialoga con la disco e le melodie popolari si intrecciano con ritmi provenienti da tutto il mondo.

Il successo non resta confinato all’Italia. La formazione porta il proprio spettacolo sui palchi di festival prestigiosi come Pukkelpop, Rock en Seine, Melt, Flow, Kalorama e Queremos!, dimostrando come il dialetto napoletano possa diventare una vera lingua musicale internazionale. Anche “Tienatè” e “Bar Mediterraneo” ottengono la certificazione di Disco d’Oro.

Sciallà e il messaggio di leggerezza

Nel 2025 i Nu Genea tornano con “Sciallà”, un brano che riprende il loro universo sonoro ma lo arricchisce di una nuova energia liberatoria. Il termine napoletano richiama l’idea di lasciar andare le tensioni, allontanare le negatività e vivere con maggiore leggerezza.

Il pezzo mescola disco, funk, percussioni e influenze mediterranee, trasformandosi in un vero inno estivo contro tutto ciò che appesantisce la vita. Una canzone da ascoltare, ma soprattutto da vivere e ballare.

Il dettaglio curioso: il protagonista dei videoclip è il papà di Massimo Di Lena

Tra gli elementi più curiosi dell’universo Nu Genea c’è anche la presenza di Cosimo Di Lena, papà di Massimo Di Lena, protagonista dei videoclip di “Marechià” e “Sciallà”.

Nel video di “Marechià” il personaggio si muove in una Napoli sospesa tra kitsch, ironia e surrealismo, mentre in “Sciallà” diventa il protagonista di un ballo liberatorio e visionario all’interno di un misterioso club. Una presenza che ha contribuito a rendere i videoclip del duo immediatamente riconoscibili e profondamente legati all’immaginario napoletano.

Nu Genea all’Arena Flegrea: un concerto che parla napoletano al mondo

Il concerto di questa sera all’Arena Flegrea rappresenta quindi molto più di un semplice appuntamento musicale. È l’occasione per ritrovare dal vivo un progetto che ha saputo trasformare la memoria sonora di Napoli in una proposta moderna, internazionale e sempre sorprendente.

Dalle atmosfere di “Marechià” alla forza di “Bar Mediterraneo”, passando per “Tienatè” e il messaggio positivo di “Sciallà”, i Nu Genea continuano a dimostrare che si può partire da una città, dalla sua lingua e dalle sue radici per costruire una musica capace di far ballare il mondo intero.

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