La Campania è prima in Italia per reati contro il mare e le coste. È quanto emerge dal rapporto Mare Monstrum 2026 di Legambiente, che fotografa la pressione dell’illegalità lungo i litorali italiani sulla base dei dati relativi al 2025.
In Campania sono stati accertati 4.002 reati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto. A questi si aggiungono 4.744 illeciti amministrativi, per un totale di 8.746 violazioni. Un bilancio che conferma la regione come maglia nera nazionale per l’aggressione criminale ai mari e alle coste.
Il dato campano rappresenta una parte significativa del fenomeno nazionale. Nel 2025, lungo le coste italiane, sono stati accertati 20.490 reati e 36.322 illeciti amministrativi, per complessive 56.812 violazioni. La media è di circa 156 illeciti al giorno, più di sei ogni ora.
Campania, Puglia, Calabria e Sicilia concentrano complessivamente il 53,6% dei reati accertati a livello nazionale, confermando la particolare pressione dell’illegalità sulle coste del Mezzogiorno.
Il rapporto evidenzia anche il numero delle persone coinvolte nei procedimenti. In Campania sono state 4.087 le persone denunciate, mentre 35 sono state arrestate. I sequestri effettuati sono stati invece 1.094.
I fenomeni monitorati da Legambiente comprendono diversi ambiti: dall’inquinamento all’abusivismo edilizio, passando per le violazioni del Codice della navigazione e la pesca illegale.
Uno dei capitoli più preoccupanti riguarda l’inquinamento. Nel 2025 in Campania sono stati accertati 1.655 reati legati a questo settore, pari al 22,6% del totale nazionale.
Un dato che richiama l’attenzione soprattutto sulla gestione degli scarichi e sulla depurazione, tra le principali criticità evidenziate dal rapporto di Legambiente.
Altra voce pesante è quella del cemento illegale. In Campania sono stati registrati 1.166 reati, con 1.386 persone denunciate e 197 sequestri.
Il fenomeno dell’abusivismo rappresenta quindi una delle principali minacce anche per il territorio costiero campano, dove la pressione edilizia si aggiunge alle altre forme di aggressione ambientale.
Il nuovo rapporto Mare Monstrum 2026 restituisce dunque una fotografia preoccupante per la Campania. Nonostante il calo complessivo registrato a livello nazionale rispetto all’anno precedente, la regione mantiene il primo posto nella classifica dei reati contro mare e coste.
I numeri raccontano una situazione nella quale inquinamento, abusivismo e violazioni delle norme sulla navigazione continuano a rappresentare una minaccia per il patrimonio costiero della Campania e per la tutela del suo mare.
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