Incendio ad Airola: l’emergenza continua dopo il vasto rogo divampato ieri nella zona industriale. Le fiamme hanno interessato un sito di stoccaggio di rifiuti in via Carracciano, provocando una grande colonna di fumo che si è spostata anche verso i comuni della Valle Caudina e del Partenio. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza non sono ancora concluse e potrebbero proseguire per diversi giorni.
La situazione resta sotto stretta osservazione soprattutto per le possibili conseguenze sulla qualità dell’aria. L’ARPAC ha avviato specifici campionamenti per verificare la presenza di diossine, furani, PCB e altri inquinanti atmosferici.
Il rogo è scoppiato nel pomeriggio di 31 agosto all’interno di un impianto di stoccaggio di rifiuti situato nell’area industriale di Airola.
Secondo le prime informazioni diffuse dall’ARPAC, tra i materiali coinvolti ci sono soprattutto rifiuti plastici e carta stoccati in balle. La combustione ha prodotto una densa nube di fumo, visibile a distanza e trasportata dalle condizioni atmosferiche verso diverse zone circostanti.
Sul posto sono intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco, con rinforzi provenienti anche da Benevento, Bonea, Salerno, Avellino e Caserta. Le operazioni sono rese particolarmente complesse dalle condizioni all’interno dell’area interessata dal rogo.
L’incendio non è stato completamente domato. Le squadre dei Vigili del Fuoco stanno continuando le operazioni di spegnimento e di successivo smassamento del materiale.
Durante una riunione istituzionale è emerso che il lavoro potrebbe andare avanti per diversi giorni. Per intervenire nelle zone più difficili e garantire maggiore sicurezza agli operatori, i Vigili del Fuoco prevedono anche l’impiego di dispositivi robotizzati.
L’obiettivo è eliminare progressivamente i focolai ancora presenti e mettere in sicurezza l’intera area.
È uno degli aspetti che maggiormente preoccupa la popolazione.
L’ARPAC ha attivato un monitoraggio specifico dopo l’incendio. Un campionatore ad alto flusso è stato posizionato nella direzione della colonna di fumo per analizzare la presenza di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili.
Sono inoltre attivi campionatori passivi per verificare le concentrazioni atmosferiche di biossido di azoto, biossido di zolfo, acido fluoridrico e ammoniaca. L’Agenzia sta valutando anche l’impiego di un laboratorio mobile per effettuare ulteriori rilevazioni.
Al momento, quindi, non è possibile stabilire sulla base dei soli dati disponibili quali siano gli eventuali effetti dell’incendio sulla salute. La Regione Campania ha ribadito che occorre attendere gli esiti delle analisi prima di formulare valutazioni definitive.
Per precauzione, il Comune di Airola ha adottato nuove ordinanze valide per 1 e 2 settembre.
Il provvedimento prevede la chiusura delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, dei centri estivi, delle aziende presenti sul territorio e degli uffici comunali. Restano operative le strutture necessarie alla gestione dell’emergenza, tra cui Polizia Municipale e Protezione Civile.
È stato inoltre disposto il divieto di esposizione all’esterno di prodotti alimentari e ortofrutticoli. Il Comune ha rinnovato anche la raccomandazione di consumare frutta e verdura soltanto dopo un accurato lavaggio.
Anche altri comuni della Valle Caudina hanno adottato provvedimenti precauzionali legati alla nube di fumo.
La nube provocata dal rogo ha interessato un’area molto più ampia rispetto al solo territorio comunale.
Nel corso della giornata si sono tenuti confronti tra Prefettura, ARPAC, ASL e amministrazioni locali per seguire l’evoluzione dell’incendio e valutare le misure necessarie a tutela della popolazione. Tra i territori coinvolti dal monitoraggio figurano anche diversi comuni della Valle Caudina e dell’area del Partenio.
La situazione meteorologica non aiuta: le condizioni di debole ventilazione possono infatti favorire un ricambio limitato delle masse d’aria e rendere più lento il dispersione degli inquinanti.
Un ulteriore elemento al centro dell’attenzione riguarda il sito interessato dall’incendio.
Il capannone colpito dal rogo era un sito di stoccaggio di rifiuti sottoposto a sequestro. Proprio su questo aspetto si stanno concentrando interrogativi e richieste di chiarimento.
La causa dell’incendio, al momento, non è stata accertata e gli investigatori stanno svolgendo gli approfondimenti necessari. Non viene esclusa, tra le ipotesi investigative, anche la pista dolosa.
La vicenda è destinata quindi ad avere anche un seguito sul piano giudiziario.
L’incendio ha già provocato numerose reazioni politiche e istituzionali.
Dal territorio sono arrivate richieste di massima attenzione sulla salute dei cittadini e sull’impatto ambientale del rogo. È stata avanzata anche l’ipotesi di valutare, sulla base dei dati che emergeranno dai monitoraggi, la richiesta dello stato di calamità.
La Regione Campania ha assicurato il proprio impegno nel seguire l’emergenza e ha sottolineato che gli esiti degli accertamenti ambientali saranno fondamentali per comprendere l’effettiva portata dell’evento.
Al momento il quadro resta quindi in evoluzione.
Le priorità sono spegnere definitivamente l’incendio, mettere in sicurezza l’area e completare gli accertamenti sulla qualità dell’aria. Parallelamente, gli investigatori dovranno ricostruire l’origine del rogo e chiarire perché il materiale si trovasse ancora nel sito interessato dall’incendio.
Ad Airola e nei comuni vicini resta alta l’attenzione. Le autorità invitano la popolazione a seguire le indicazioni contenute nelle ordinanze e gli aggiornamenti ufficiali, mentre i tecnici continuano a monitorare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti nell’ambiente.
L’emergenza, dunque, non è ancora terminata.
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