Terremoto politico e giudiziario al Comune di Castel Volturno. Il sindaco Pasquale Marrandino e l’intera maggioranza consiliare hanno rassegnato le dimissioni in massa. Una mossa strategica per provocare lo scioglimento immediato dell’assise e l’arrivo del commissario prefettizio, evitando così la possibilità di ritirare l’atto entro 20 giorni e disinnescando il rischio di un arresto imminente.
La decisione arriva a seguito della richiesta di misura cautelare in carcere avanzata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, firmata dai sostituti procuratori Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, coordinati dal procuratore Pierpaolo Bruni. Per il primo cittadino l’accusa è di corruzione, contestata in tre distinti episodi.
Al centro dell’inchiesta figura anche l’ingegnere Daniele De Caprio, per il quale sono stati chiesti gli arresti domiciliari. La vicenda principale riguarda l’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e dei connessi servizi informativi, un appalto dal valore di circa 28.600 euro più IVA per un periodo di 24 mesi. Le condotte contestate al sindaco si sarebbero sviluppate in due momenti: nel 2023, quando Marrandino rivestiva il ruolo di assessore all’Ecologia e Ambiente, e nel settembre 2025, già da primo cittadino.
Il Tribunale ha fissato l’interrogatorio preventivo — strumento introdotto dalla riforma Nordio — per il 30 luglio alle ore 10:00 dinanzi al GIP Angela Mennella.
L’indagine si inserisce in un filone giudiziario più ampio sul Comune casertano, che vede coinvolti altri soggetti per presunte irregolarità negli appalti rifiuti con la società Teknoservice e per ipotesi di voto di scambio relative alle elezioni comunali del 2024. Ora la gestione dell’ente passerà ufficialmente nelle mani della Prefettura di Caserta.
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