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Paolo Del Genio racconta su Radio Kiss Kiss Napoli le prime impressioni dal ritiro del Napoli a Di Maro: tra esperimenti tattici, entusiasmo dei tifosi e le possibili sorprese di mercato.
Il ritiro precampionato rappresenta un momento fondamentale per ogni squadra di calcio. Niccolò Frustalupi, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, ha condiviso le sue sensazioni sull’inizio della stagione, l’importanza della preparazione e il valore dei ricordi vissuti con il Napoli. L’allenatore ha anche analizzato il nuovo corso azzurro con Massimiliano Allegri e le prospettive per il prossimo campionato.
Niccolò Frustalupi ha sottolineato quanto il ritiro sia una fase cruciale per una squadra. “Il ritiro è una parte sicuramente molto importante della stagione, c’è l’entusiasmo dell’inizio, quindi sicuramente una bella fase perché poi non ci sono impegni ufficiali, diciamo che la tensione è lontana, quindi per un allenatore magari è forse anche il periodo più bello dove puoi allenare sul campo, passare i tuoi concetti, iniziare a creare il gruppo, quindi è sicuramente una bella esperienza, soprattutto nei luoghi di Dimaro dove si prepara al Napoli da tantissimi anni ormai, che sono posti veramente belli.” Frustalupi ha evidenziato come sia il momento ideale per trasmettere idee e valori ai giocatori, senza la pressione delle partite ufficiali. Secondo lui, già dai primi giorni si possono intuire le dinamiche che caratterizzeranno la stagione, soprattutto nella formazione del gruppo. Ha anche elogiato la scelta del Napoli di evitare tournée internazionali in favore di una preparazione più tradizionale, ritenendola positiva per la squadra e per la creazione di un ambiente coeso.
Parlando del futuro del Napoli, Frustalupi si è soffermato sulla figura di Massimiliano Allegri, nuovo allenatore degli azzurri. “Ha cambiato anche diversi sistemi di gioco, quindi diciamo che è un allenatore che cerca di sfruttare al meglio le caratteristiche degli uomini che ha a disposizione, come penso che sia giusto fare, e quindi non ha un dogma tattico come può essere stato uno Zeman, un Sarri. Un po’ più integralisti questi qua, mettiamola così. Non è integralistico e quindi sicuramente Camaleontico è un allenatore molto esperto che sa leggere la partita e quindi è sicuramente un grandissimo allenatore, tutte le vittorie che ha fatto lo dimostrano. Penso che per una grande squadra come è adesso il Napoli sia un ottimo allenatore.” Frustalupi ha quindi espresso fiducia nella scelta della società, sottolineando come Allegri possa rappresentare la guida giusta per una squadra ambiziosa, soprattutto in una stagione importante come quella del Centenario. Ha anche ricordato che la continuità tecnica e la capacità di adattarsi sono elementi fondamentali per competere ai massimi livelli.
Nel corso dell’intervista, Frustalupi ha ricordato con emozione la vittoria in Coppa Italia con il Napoli, definendola il suo ricordo più bello: “Spesso me lo chiedete e io rispondo sempre con la vittoria in Coppa Italia perché insomma è stato il primo trofeo dell’era dell’Aurentis, è stato il primo trofeo dopo l’era Maradona, quindi una vittoria in finale contro la Juventus, una partita non diciamo dominata ma insomma meritata, una vittoria meritata contro la Juventus che era di Conte, che quell’anno tra l’altro in campionato era imbattuta, quindi una vittoria in prestigio con tantissimi tifosi del Napoli allo Stadio Olimpico, è stata veramente una serata indimenticabile e anche il rientro a Napoli con, noi siamo rientrati mi ricordo nella notte col treno e c’era la stazione tutta bloccata, insomma siamo stati omaggiati i calciatori, il mister soprattutto chiaramente, quindi è il ricordo sicuramente più bello, ce ne sono stati tantissimi in Champions, in campionato.” Guardando al futuro, Frustalupi vede ancora Inter e Napoli come le squadre più attrezzate per lottare per lo Scudetto, anche se riconosce che la stagione può essere influenzata da molti fattori, come gli infortuni e gli impegni internazionali. Ha infine sottolineato come la presenza di tanti giocatori impegnati con le nazionali sia un segnale della qualità della rosa, pur rappresentando una sfida nella gestione della preparazione.
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