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Alessandro Formisano, ex direttore marketing del Napoli, racconta a Radio Kiss Kiss Napoli l’evoluzione del club tra marketing, sostenibilità economica e la questione stadio. Un viaggio tra passato e futuro del calcio partenopeo.
L’ex presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per commentare la situazione attuale del club bianconero e più in generale del calcio italiano. A Radio Goal Cobolli Gigli ha espresso la sua opinione sui recenti cambiamenti nella dirigenza della Juventus, sulle cessioni di giocatori e sul crescente interesse degli investitori stranieri nei club italiani. Le sue parole offrono uno spaccato interessante sulle dinamiche che stanno trasformando il panorama calcistico nazionale.
Giovanni Cobolli Gigli non ha nascosto la sua delusione per la direzione intrapresa dalla Juventus negli ultimi anni. L’ex presidente ha dichiarato apertamente: “No, non mi riconosco più da quando è stato preso Comolli, ma anche prima. Le cessioni fatte di buoni giocatori della Juventus nel periodo di gestione precedente, Giuntoli e così via, mi avevano stupite perché alcuni giocatori della Juventus attaccati alla squadra e così via, ma andati via repentinamente.” Cobolli Gigli ha sottolineato come la perdita di figure storiche e l’arrivo di nuovi dirigenti abbiano cambiato profondamente l’identità della società. Ha poi aggiunto che la decisione di affidarsi a Carnevali, dirigente con una lunga esperienza al Sassuolo, è condivisibile, ma la Juventus dovrebbe puntare a recuperare un po’ di italianità, dato che ormai la squadra conta numerosi giocatori stranieri. Secondo Cobolli Gigli, la Juventus dovrebbe smettere di fare continui cambiamenti e costruire un consiglio di amministrazione stabile, capace di prendere decisioni ponderate e avviare un nuovo percorso di crescita.
Durante la trasmissione, si è parlato anche del crescente interesse degli investitori stranieri nei confronti dei club italiani. Cobolli Gigli ha commentato: “Si vede che gli italiani non sono capaci di gestire bene le loro società, perché se cedono nel momento in cui le società non brillano particolarmente, quindi vuol dire che c’è qualcosa che non funziona nel sistema.” L’ex presidente ha evidenziato come la cessione di società storiche a gruppi stranieri sia spesso il risultato di una gestione poco lungimirante da parte degli imprenditori italiani. Tuttavia, ha fatto un’eccezione per il Napoli, elogiando il lavoro di De Laurentiis sia nella gestione finanziaria che nelle scelte di mercato. Secondo lui, il Napoli rappresenta un modello virtuoso, mentre altre società dovrebbero riflettere sulle proprie strategie per evitare di essere “saccheggiate” dagli investitori stranieri.
Un altro tema affrontato da Cobolli Gigli riguarda il ruolo degli allenatori e l’influenza delle nuove tecnologie nella gestione delle squadre. L’ex presidente ha espresso perplessità sull’utilizzo degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale nelle decisioni societarie, citando il caso della moglie di Comolli, che percepiva un alto compenso per occuparsi di questi aspetti. Sul fronte degli allenatori, Cobolli Gigli ha escluso un ritorno di Antonio Conte, affermando che Spalletti è più saldo che mai e che la Juventus dovrebbe puntare sulla stabilità. Ha inoltre sottolineato l’importanza di ricostruire un’identità italiana all’interno della squadra, sia a livello dirigenziale che tecnico. In conclusione, Cobolli Gigli ha auspicato che la Juventus possa ritrovare la sua strada, affidandosi a figure competenti e valorizzando il patrimonio calcistico nazionale.
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