Dino Zoff: “A Napoli sono stato veramente alla grande, una città straordinaria che porto nel cuore”

Dino Zoff ospite a Radio Kiss Kiss Napoli racconta la sua carriera, il legame con Napoli e il momento difficile del calcio italiano. Con lui Marino Bartoletti e Maurizio De Giovanni.

All’indomani della messa in onda su Rai 1 della docufiction “Dino Zoff – Volevo solo fare bene il mio lavoro”, dedicata alla vita e alla carriera dell’ex portiere azzurro, Dino Zoff è stato ospite di Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli. Un incontro ricco di emozioni e ricordi, nel quale una delle icone più amate del calcio italiano ha ripercorso le tappe della sua storia sportiva, soffermandosi anche sull’attualità della Nazionale e sui valori che dovrebbero continuare a guidare il mondo del calcio.. Insieme a lui, Marino Bartoletti e Maurizio De Giovanni hanno ripercorso momenti storici del calcio italiano, riflettendo anche sull’attuale situazione della Nazionale e sul valore culturale dello sport.

Dino Zoff: il legame con Napoli e la responsabilità di essere un simbolo

Durante la trasmissione, Dino Zoff ha raccontato il suo rapporto speciale con Napoli, città che lo ha accolto da giovane e che ancora oggi porta nel cuore. Zoff ha spiegato: “Sono stato veramente alla grande a Napoli, è stata la prima città importante, pubblico importante, ma già la presenza della gente è stata veramente straordinaria. Si meravigliò anche mio padre che venne a vedere la partita. Quindi una città che ho avuto sempre nel cuore”. Il portiere ha ricordato anche l’emozione di avere il padre sugli spalti, sottolineando quanto l’esperienza napoletana sia stata fondamentale nella sua crescita umana e sportiva. Zoff ha ammesso di sentirsi ancora oggi legato alla città, pur riconoscendo che la vita lo ha portato altrove. Il suo racconto ha emozionato anche Maurizio De Giovanni, che ha definito Zoff “il primo vero grandissimo campione che la mia generazione ha visto giocare nel Napoli”. Il rispetto e l’affetto dei tifosi partenopei per Zoff sono rimasti immutati nel tempo, a testimonianza di un legame che va oltre i risultati sportivi.

L’esclusione dell’Italia dai Mondiali: dolore e riflessioni

Uno dei temi centrali della puntata è stata l’assenza dell’Italia dai Mondiali, una ferita ancora aperta per tutti gli appassionati. Zoff ha espresso il suo dispiacere: “Fa più male perché è la terza, perché capisco la prima può essere la cosa, la seconda, anche quando poi arrivi alla terza non puoi aggrapparti a niente… la chiarezza di questa terza è lampante, è brutta”. L’ex portiere ha sottolineato come l’Italia, con quattro Coppe del Mondo e due Europei, fosse considerata una potenza calcistica, e ora si trova a vivere un momento di grande difficoltà. Secondo Zoff, la soluzione non è semplice e richiede pazienza e lungimiranza. Marino Bartoletti ha aggiunto un ricordo personale, raccontando di aver vissuto da vicino la vittoria del 1982 e la delusione per l’esclusione del 1958, sottolineando come il calcio italiano abbia saputo reagire in passato con riforme importanti. Il confronto tra passato e presente ha evidenziato la necessità di riscoprire i valori e la cultura che hanno reso grande il calcio italiano.

Il calcio come cultura e la necessità di riscoprire i valori

La discussione si è poi spostata sul ruolo culturale del calcio. Bartoletti ha ricordato come, dopo l’esclusione dai Mondiali del 1958, l’Italia abbia investito nella formazione e nella crescita del movimento calcistico, inaugurando il centro tecnico di Coverciano. “Il calcio è cultura, per dire a tutti che noi siamo l’Italia e che potevamo insegnare a diventare calciatore, diventare allenatore, diventare dirigenti, a diventare qualcosa di veramente importante”, ha affermato Bartoletti. Maurizio De Giovanni ha invece espresso preoccupazione per la deriva commerciale e la perdita di valori dello sport, citando episodi recenti che hanno messo in discussione l’etica e il rispetto nel calcio internazionale. 

Un confronto ricco di emozioni, ricordi e riflessioni che ha unito passato e presente del calcio italiano attraverso la voce di protagonisti assoluti. Tra affetto per Napoli, analisi sulla Nazionale e richiami ai valori fondanti dello sport, Zoff, Bartoletti e De Giovanni hanno offerto uno sguardo lucido e profondo su ciò che il calcio è stato e su ciò che dovrebbe tornare a essere. Un dialogo che ha ribadito la necessità di riscoprire cultura, rispetto e identità come basi imprescindibili per il futuro del movimento calcistico.

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