Antonio Di Gennaro: “Napoli competitivo con Allegri, Mancini scelta logica per la Nazionale. Bari? C’è sconforto”

Antonio Di Gennaro interviene su Radio Kiss Kiss Napoli e analizza il futuro del Napoli con Allegri, il possibile ritorno di Mancini in Nazionale e la situazione delicata del Bari. Ecco cosa ha detto l'ex calciatore durante la trasmissione.

Antonio Di Gennaro promuove il progetto Napoli targato Massimiliano Allegri, vede di buon occhio il possibile ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale e non nasconde la propria preoccupazione per il futuro del Bari. L’ex centrocampista azzurro è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli durante la trasmissione “Radio Goal”, condotta dal direttore Valter De Maggio, affrontando alcuni dei temi più caldi del calcio italiano.

“Il Napoli sarà altamente competitivo con Allegri”

Il primo argomento affrontato è stato il nuovo corso del Napoli. Per Di Gennaro, l’eventuale approdo di Massimiliano Allegri rappresenta una garanzia per una società che punta a restare ai vertici del calcio italiano.

«Io credo che il Napoli sarà altamente competitivo. Allegri ha sbagliato un anno, ma stiamo parlando di un allenatore il cui palmarès parla da solo. È uno che, nonostante tutte le difficoltà vissute recentemente, non ho mai sentito attaccare pubblicamente la società, la squadra o i giocatori. Si è sempre assunto le proprie responsabilità».

Secondo l’opinionista, la scelta dell’ex tecnico della Juventus appare perfettamente coerente con le ambizioni del club.

«Mi sembra una scelta logica per una società che vuole e deve continuare a vincere. Certo, ci saranno valutazioni da fare sul monte ingaggi e sulla composizione della rosa, ma il Napoli parte già da una base molto importante».

De Bruyne può essere l’uomo simbolo del nuovo progetto

Nel corso dell’intervento, Di Gennaro si è soffermato anche sulla situazione dei giocatori più rappresentativi della rosa, in particolare sui profili di Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne.

«Bisognerà capire se giocatori come Lukaku e De Bruyne, considerando i loro ingaggi, resteranno o meno. Io penso che almeno uno dei due possa rimanere e credo soprattutto in De Bruyne. I grandi campioni sono fondamentali non solo per la squadra, ma anche per la crescita dei giovani e per gli obiettivi che il Napoli vuole raggiungere».

Fondamentale sarà anche il percorso europeo.

«La Champions League non potrà essere affrontata come quest’anno. Il Napoli punterà molto sull’Europa e Allegri, con la sua esperienza internazionale e le finali disputate, rappresenta una garanzia. Andare avanti in Champions significa prestigio, ma anche importanti benefici economici».

Mancini, il ritorno in azzurro convince Di Gennaro

Dall’azzurro del Napoli a quello della Nazionale. Commentando le indiscrezioni che vedono Roberto Mancini tra i candidati principali per la panchina dell’Italia, Di Gennaro ha espresso una valutazione positiva.

«Può essere una scelta logica per quello che Mancini ha rappresentato per la Nazionale e per il lavoro svolto. Certo, il modo in cui è terminato il suo precedente ciclo non è piaciuto a nessuno dal punto di vista morale ed etico, ma lui stesso ha riconosciuto alcuni errori e si è scusato».

L’ex calciatore ha poi ricordato il percorso che portò alla conquista dell’Europeo del 2021.

«L’ho seguito molto da vicino dal 2018 in poi. Ha cambiato la mentalità della squadra e migliorato sensibilmente la qualità del gioco. Ricordo la finale di Wembley: nel secondo tempo dominammo l’Inghilterra nel suo stadio. Poi ai rigori abbiamo conquistato il titolo, ma quella Nazionale giocava davvero un grande calcio».

“Ha valorizzato una generazione di talento”

Per Di Gennaro, uno dei maggiori meriti di Mancini è stato quello di valorizzare un gruppo che forse non disponeva di un centravanti dominante, ma che possedeva qualità diffuse in tutti i reparti.

«L’Italia è cresciuta molto nel gioco. C’erano giocatori importanti come Chiesa, Bernardeschi, Insigne, Spinazzola, Jorginho, Verratti. Quest’ultimo veniva spesso considerato sopravvalutato, ma parliamo di un talento straordinario. Magari oggi riuscissimo a produrre con continuità calciatori di quel livello».

L’ex centrocampista ritiene che il ritorno del tecnico jesino possa essere favorito anche dagli equilibri istituzionali.

«Penso che sia l’uomo giusto anche per una questione di rapporti e di sostenibilità economica dell’operazione. Il legame con Malagò può aver favorito questo scenario».

L’elogio a Baldini: “Ha dimostrato che con i giovani si può costruire”

Di Gennaro ha poi voluto dedicare un pensiero a Silvio Baldini, elogiandone il lavoro e la coerenza professionale.

«Ha sempre seguito la propria etica e la propria idea di calcio. Sa lavorare con i giovani e non accetta compromessi. Ha dimostrato che con competenza, pazienza e capacità di guidare i ragazzi si possono ottenere risultati importanti».

Da qui l’auspicio di una riforma profonda del sistema calcio.

«Spero davvero che si arrivi finalmente alle riforme di cui il nostro movimento ha bisogno. È un tema che sentiamo ripetere da anni e che non può più essere rinviato».

Bari, tra multiproprietà e disillusione dei tifosi

Nel finale dell’intervista, il focus si è spostato sul Bari e sulle indiscrezioni relative a un possibile ingresso di Pierpaolo Marino nell’organigramma societario.

Di Gennaro ha accolto positivamente il nome dell’ex dirigente di Napoli e Udinese, ma ha evidenziato come il vero problema resti la mancanza di fiducia dell’ambiente nei confronti della proprietà.

«Pierpaolo Marino è un professionista serio che ha fatto le fortune di molte società. Se dovesse tornare in pista sarebbe sicuramente una figura di grande valore. Tuttavia, prima di tutto bisognerebbe capire quali siano realmente i programmi della società».

L’ex biancorosso ha poi affrontato il tema della multiproprietà e del rapporto ormai compromesso tra il club e la tifoseria.

«Credo che la proprietà non abbia intenzione di vendere, ma il problema è che ha perso la fiducia della piazza. Anche molti di coloro che inizialmente avevano apprezzato il progetto oggi sono delusi. A Bari si respira soprattutto indifferenza e l’indifferenza è forse peggiore della contestazione, perché significa che il legame si è spezzato».

Infine, una riflessione amara sul percorso compiuto dal club negli ultimi anni.

«Non vedo un’estate semplice. In otto anni il Bari è tornato in Serie C e non era certamente questo l’obiettivo che era stato presentato all’inizio del progetto. Mi auguro che possa esserci una svolta, ma oggi percepisco soprattutto grande sconforto in città».

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