D’Amico: “Con Insigne stiamo valutando tutte le proposte, sia in Italia che all’estero. Vanoli? Alla Fiorentina ha fatto un miracolo”

Analisi delle strategie dei club italiani nella scelta degli allenatori, con approfondimenti su nomi come Vanoli e Insigne, inclusi pareri e dinamiche del mercato secondo l'agente Andrea D'Amico.

Il mercato degli allenatori entra nella fase più delicata e le grandi società italiane riflettono con attenzione sulle prossime mosse. Nel corso di “Radio Goal” su Radio Kiss Kiss Napoli, l’agente FIFA Andrea D’Amico ha parlato dei possibili scenari che coinvolgeranno le panchine della Serie A, soffermandosi su diversi tecnici e sulle strategie dei club.

“Basterebbe uno per dare il valzer a tutto il resto”

Nel dialogo con il direttore Valter De Maggio, D’Amico ha spiegato come il quadro sia ancora apertissimo.

“Quest’anno ci sono tanti i bravi allenatori che sono in mobilità e quindi basta che si muova uno per dare il valzer a tutto il resto”, ha dichiarato. 

L’agente ha poi citato anche Paolo Zanetti: “Ha avuto una stagione non fertile a Verona, ma comunque è un ottimo allenatore. Ha dimostrato già che merita un palcoscenico importante”.

Vanoli e la rinascita della Fiorentina

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato Paolo Vanoli e il lavoro svolto alla guida della Fiorentina.

De Maggio ha introdotto così il tema: “Paolo Vanoli, che secondo me a Torino stanno rimpiangendo, arriva a Firenze in una situazione che, devo essere sincero, non è complicata, è drammatica”.

D’Amico ha esaltato il lavoro del tecnico viola: “Paolo Vanoli quest’anno ha fatto veramente un miracolo, perché intanto c’è da considerare che è stato al lavoro cinque-sei mesi. È stata più un’operazione d’urgenza”.

Poi il dato statistico: “Nessuna squadra d’Italia si era mai salvata con undici partite senza vittorie all’inizio. E poi 35 punti in 20 partite dal 3 gennaio ad oggi sono una linea di marcia da coppe europee”.

Per l’agente, il merito principale dell’allenatore è stato soprattutto mentale: “La grandeur è stata proprio il fatto di cambiare il corso mentale, fisico e tecnico di un gruppo che era veramente al limite”.

D’Amico ha collegato il discorso anche alla stagione vissuta dal Napoli dopo lo scudetto con Luciano Spalletti: “Dopo lo Scudetto di Spalletti probabilmente la squadra dell’anno successivo aveva individualità anche più forti, però mentalmente poi tre allenatori non sono riusciti a centrare l’obiettivo. Tutto parte sempre dalla testa”.

L’agente ha inoltre ricordato il percorso europeo della Fiorentina: “Non bisogna dimenticare che la Fiorentina è arrivata ai quarti di Conference League”.

Allenatore? “Conta più la qualità dell’esperienza”

Nel corso della trasmissione si è parlato anche del valore delle società nella crescita di un allenatore. De Maggio ha ricordato il sostegno di Aurelio De Laurentiis a Maurizio Sarri dopo le prime difficoltà vissute al Napoli provenendo da una piccola realtà come quella di Empoli.

D’Amico ha condiviso il concetto: “Le qualità dell’allenatore sono fondamentali, ma poi la riuscita della stagione dipende molto anche da questa unione tra società, allenatore, scelte di mercato e gestione dei giocatori”.

Poi la riflessione sull’esperienza: “Quello che è molto importante nella valutazione di un allenatore sono le sue qualità intrinseche a livello professionale e umano. L’esperienza conta molto ma molto meno”.

Per spiegare il concetto ha citato diversi esempi illustri: “Basta vedere Guardiola, Kompany o anche Sacchi. Sacchi arriva sulle panchine di Serie A senza grandissima esperienza, però aveva qualità così grandi che poi è stato l’innovatore di tutto il calcio moderno”.

Grosso, Insigne e Conte

Tra i nomi affrontati anche quello di Fabio Grosso. D’Amico ha confermato che il tecnico resta sotto osservazione dal Sassuolo: “Martedì capiremo se lascia il Sassuolo”.

Spazio poi a Lorenzo Insigne e al suo futuro: “Stiamo valutando un po’ tutte le cose, sia in Italia che all’estero. Al momento opportuno Lorenzo farà la sua scelta migliore”.

Infine il passaggio dedicato a Antonio Conte e alla possibilità di vederlo sulla panchina della Nazionale italiana di calcio.

“Un nuovo presidente potrebbe cercare di puntellare la sua elezione con un allenatore molto forte, quindi Antonio sarebbe sicuramente un puntello importantissimo per questa federazione”, ha spiegato D’Amico.

Ma nel calcio tutto può cambiare rapidamente: “Vedete quanto è veloce il calcio, basta che Spalletti pareggi in casa contro il Verona e viene già messo in discussione. Io sono aperto ad ogni tipo di sorpresa”.

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