A Radio Kiss Kiss Napoli durante una conversazione con il direttore Valter De Maggio, Gino Rivieccio ha alternato calcio, teatro e riflessioni sociali, soffermandosi sul futuro del Napoli, sulla situazione di Antonio Conte e sul messaggio del suo spettacolo “Una vacanza coi fiocchi” in scena al Teatro Diana di Napoli fino al 10 maggio.
Il futuro di Conte e le possibili tensioni con il Napoli
Nel corso dell’intervento a Radio Goal, Rivieccio ha analizzato il momento vissuto da Antonio Conte, spiegando come il rapporto con il Napoli possa entrare in una fase delicata nei prossimi mesi.
«Conte sicuramente il terzo anno farebbe fatica a ripetersi, ma questo lo sa molto bene. Ha anche un contratto molto robusto. Se dovesse trovare una soluzione europea, penso per esempio al Chelsea, De Laurentiis non lo tratterrebbe».
Secondo Rivieccio, l’eventuale permanenza dell’allenatore dipenderà soprattutto dalle alternative che potrebbero presentarsi all’estero. L’attore ha lasciato intendere che qualcosa si starebbe già muovendo dietro le quinte.
«Secondo me un incontro a Londra c’è stato. E anche a Roma. De Laurentiis sta facendo le sue riflessioni».
La questione dei contratti e il possibile “rifondatore”
Durante la trasmissione si è parlato anche della situazione economica e tecnica della rosa azzurra. Rivieccio ha ricordato il peso dei tanti giocatori destinati a rientrare dai prestiti e dei contratti onerosi che il club dovrà gestire.
Tra i nomi citati figurano Noa Lang, Marianucci, Ngonge, Cajuste, Lindstrom, Folorunsho e Zerbin, definiti scherzosamente da De Maggio “i rimannati”.
Secondo Rivieccio, proprio questa situazione potrebbe influenzare le strategie future del club.
«Probabilmente De Laurentiis sta pensando a un ricostruttore, a un rifondatore. Uno che punti su ragazzi di 22-23 anni e non su calciatori di 30 anni che chiedono nove milioni a stagione».
Sarri, Maresca o Mancini: i possibili scenari
Parlando dei possibili sostituti di Conte, Rivieccio ha fatto tre nomi precisi: Maurizio Sarri, Enzo Maresca e Roberto Mancini.
Rivieccio ha poi commentato l’assenza di conferenze prepartita da parte di Conte negli ultimi mesi, interpretando questo atteggiamento come il segnale di un malessere interno.
«Il silenzio parla. Probabilmente ci sono tensioni. Conte teme domande complicate sugli infortuni, sull’uscita dalla Champions e sui rapporti interni».
Il successo di “Una vacanza coi fiocchi”
Spazio anche al teatro con Una vacanza coi fiocchi, spettacolo portato in scena al Teatro Diana dopo il successo delle tappe di Torino e Roma.
Rivieccio ha spiegato che il cuore dello spettacolo è il difficile rapporto tra vecchie e nuove generazioni, segnato spesso da incomprensioni e distanza comunicativa.
«Noi della vecchia generazione spesso non capiamo i giovani. Siamo un po’ boomer. Ma dobbiamo sforzarci di comprenderli invece di giudicarli».
«Forse dobbiamo imparare noi dai giovani»
L’attore ha concluso con una riflessione sul ruolo degli adulti e sulla necessità di mettere in discussione i propri pregiudizi.
«Se questi ragazzi vivono sempre sui social o negli acquisti compulsivi, forse abbiamo sbagliato qualcosa noi grandi. L’esame di coscienza dobbiamo farcelo noi. Forse dobbiamo imparare qualcosa dalle nuove generazioni».
Secondo Rivieccio, il finale dello spettacolo vuole proprio smantellare i giudizi iniziali e lasciare spazio a un momento di forte emozione e comprensione reciproca.