Il calcio italiano sta vivendo un momento di grande difficoltà, segnato da esclusioni ripetute dai Mondiali e da una crisi di identità che coinvolge federazione, club e settore giovanile. Su Radio Kiss Kiss Napoli, Cosimo Sibilia, ex presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha analizzato le cause di questa situazione e ha proposto soluzioni concrete per rilanciare il movimento calcistico nazionale.
Crisi della Federazione e mancanza di riforme: il punto di Sibilia
Durante l’intervista a Radio Goal, Cosimo Sibilia ha espresso un giudizio molto critico sulla gestione della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Sibilia ha ricordato come, nonostante l’aumento delle squadre partecipanti ai Mondiali da 32 a 48, l’Italia sia comunque rimasta fuori dalla competizione, segno di una crisi profonda. Secondo Sibilia, la mancanza di riforme e la scarsa presenza di calciatori italiani in Serie A sono sintomi di un sistema bloccato, incapace di rinnovarsi. L’ex presidente ha definito “imbarazzante” la conferenza stampa del presidente federale Gravina dopo l’ultima eliminazione, sottolineando come spesso si cerchi di rafforzare la propria posizione legandosi agli allenatori, considerati i meno colpevoli. Sibilia ha anche ricordato che, in passato, situazioni simili si sono già verificate, senza che vi fosse una reale assunzione di responsabilità da parte dei vertici federali.
Il ruolo delle Leghe e la proposta del commissario
Uno dei temi centrali affrontati da Sibilia riguarda il rapporto di forza tra la Federazione e la Lega Serie A. Come sottolineato dal direttore De Maggio la Federazione fatica a imporre riforme strutturali come la riduzione delle squadre professionistiche, l’aumento degli italiani in campo o l’introduzione di un salary cap. Sibilia ha dichiarato che una possibile soluzione sarebbe la nomina di un commissario dotato dei poteri necessari per intervenire su questi aspetti fondamentali. Il commissario, infatti, avrebbe la possibilità di riformare il settore giovanile, la giustizia sportiva e di superare i blocchi dovuti agli equilibri elettorali interni. Sibilia ha sottolineato che, senza un intervento straordinario, il rischio è quello di continuare a rimandare le decisioni, convocando assemblee e votando senza mai affrontare davvero i problemi.
Maldini e Malagò: i nomi per il rilancio del calcio italiano
Nel corso della trasmissione, è stato chiesto a Sibilia se figure come Paolo Maldini o Giovanni Malagò potrebbero essere adatte a guidare la rinascita del calcio italiano. Sibilia ha risposto positivamente, sottolineando l’importanza di affidarsi a persone credibili, con esperienza e senza compromessi. Ha ricordato come Malagò abbia ottenuto ottimi risultati in ambito sportivo e come Maldini rappresenti una figura di riferimento per il calcio nazionale. Tuttavia, Sibilia ha anche evidenziato che la crisi attuale è stata favorita da una certa “distrazione” degli enti sovraordinati, come il CONI e il Ministero, che non sono intervenuti in momenti chiave. L’ex presidente ha ribadito che la priorità deve essere il bene del calcio italiano, senza compromessi e con la capacità di partire dal basso, valorizzando il settore dilettantistico e giovanile. Infine, Sibilia ha ricordato la sua esperienza personale, segnata da dimissioni dovute a pressioni interne e a una gestione federale che, secondo lui, ha penalizzato chi cercava di cambiare davvero le cose.