Nazionale, Dino Zoff: “Abbiamo toccato il fondo, ma possiamo risalire”. Massimo De Luca: “Basta alibi o giustificazioni”

Dino Zoff e Massimo De Luca analizzano la crisi della Nazionale italiana a Radio Kiss Kiss Napoli, tra riflessioni sul passato, necessità di riforme e il futuro del calcio azzurro.

La crisi della Nazionale italiana di calcio è stata al centro di una lunga e appassionata discussione su Radio Kiss Kiss Napoli, con ospiti d’eccezione come Dino Zoff e Massimo De Luca. Dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali, il clima è di delusione ma anche di riflessione su come ripartire e ricostruire il movimento calcistico italiano.

La delusione per la mancata qualificazione e la necessità di ripartire

Dino Zoff, storico capitano e portiere della Nazionale campione del mondo nel 1982, ha espresso il suo stato d’animo dopo l’ennesima esclusione dell’Italia dai Mondiali: “Adesso però abbiamo toccato il fondo e risaliremo. Credo che possiamo, non dico diventare una potenza subito, però dobbiamo tirarci fuori da questo posto”. Zoff ha sottolineato come la situazione sia pesante, ma anche che proprio nei momenti più difficili si può trovare la forza per ripartire. Massimo De Luca, intervenuto in trasmissione, ha ricordato come già in passato, dopo la delusione del 1974, la Nazionale seppe rinnovarsi grazie a una rifondazione guidata da Fulvio Bernardini. Secondo De Luca, oggi serve la stessa consapevolezza di aver toccato il fondo, senza cercare alibi o giustificazioni. Solo così si può pensare a una vera ripartenza, coinvolgendo tutte le componenti del calcio italiano.

Giovani, coraggio e riforme: le ricette per il futuro

Il tema del rinnovamento è stato centrale nella discussione. Il direttore Valter De Maggio ha ricordato come, nel passato, l’inserimento di giovani talenti come Bergomi, Cabrini e Rossi abbia dato nuova linfa alla Nazionale. Zoff, però, ha invitato alla cautela: “La nazionale non deve provare, la nazionale deve cercare di dare con o senza giovani, comunque gente della nazionale, quindi non sempre qui ci sono dei giovani così preparati come ci sono in giro per il mondo”. Secondo Zoff, il problema non è solo anagrafico, ma riguarda anche la formazione dei calciatori italiani, spesso troppo legata alla tattica e meno alla creatività. Inoltre, Zoff ha evidenziato come il calcio italiano soffra per la mancanza di bambini che scelgono questo sport e per la concorrenza di altre discipline. Per lui, è fondamentale tornare a valorizzare lo spirito sportivo e la voglia di lottare, senza esasperare le polemiche arbitrali e il ricorso al VAR, che rischiano di snaturare il gioco e la mentalità degli atleti.

Il sistema calcio italiano tra calendario, campionati e VAR

Un altro punto affrontato riguarda la struttura dei campionati e il calendario congestionato. De Luca ha sottolineato come la Serie A abbia troppe squadre e come la formula attuale non favorisca la crescita della Nazionale, che ha sempre meno tempo per allenarsi e conoscersi. De Maggio ha anche criticato l’organizzazione di competizioni come la Supercoppa Italiana, che interrompono il campionato e complicano ulteriormente la situazione. Zoff, pur riconoscendo la validità di alcune osservazioni, ha invitato a non essere troppo drastici: “Sì, è sensato quello che ha detto De Luca, certamente, però insomma tutte le nazionali vanno avanti così al di là delle leghe o non leghe”. Per Zoff, il problema principale resta la perdita dello spirito sportivo e la tendenza a esasperare ogni contatto o episodio di gioco, con arbitri sempre più dipendenti dal VAR. “Si diventa troppo furbi, si perde l’essenza dello sport, di combattere, di vincere un contrasto”, ha detto Zoff, auspicando un ritorno ai valori autentici dell’atletica e della competizione.

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