VAR sotto accusa, Zazzaroni: “Agghiacciante”. Paparesta: “Caos totale”

Ivan Zazzaroni e Gianluca Paparesta analizzano la crisi del mondo arbitrale italiano, tra errori VAR, mancanza di leadership e le ripercussioni sul campionato di Serie A.

Il recente episodio di Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli ha acceso i riflettori sulla crisi profonda che sta attraversando il mondo arbitrale italiano. Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, e Gianluca Paparesta, ex arbitro, hanno discusso con toni accesi delle ultime polemiche, tra errori VAR, confusione regolamentare e una leadership assente che rischia di compromettere la credibilità del campionato di Serie A.

Errori VAR e decisioni controverse: la frustrazione degli addetti ai lavori

Durante la trasmissione con Valter De Maggio, Ivan Zazzaroni ha espresso tutta la sua amarezza per la gestione degli episodi arbitrali più recenti, in particolare per il gol annullato a Gutierrez e per le decisioni contrastanti prese nella stessa partita. “Il VAR interviene per annullare un rigore che avranno dato mille volte, pochi minuti dopo la valutazione dell’arbitro è sbagliata e il VAR non interviene”, ha sottolineato Zazzaroni, evidenziando la mancanza di coerenza nelle scelte. La confusione è tale che, secondo il direttore, “è agghiacciante”. Anche Paparesta ha rimarcato come il protocollo VAR venga applicato in modo altalenante, generando incertezza sia tra gli arbitri che tra gli stessi addetti ai lavori. L’episodio del rigore concesso e poi annullato, seguito da un gol annullato su segnalazione del guardalinee, è stato definito “anomala” e “grave”. La sensazione generale è che il VAR, nato per portare chiarezza, abbia invece aumentato la confusione, soprattutto in assenza di linee guida chiare e condivise.

Una classe arbitrale senza guida: le conseguenze della crisi AIA

Il dibattito si è poi spostato sulla situazione interna all’AIA (Associazione Italiana Arbitri), attualmente senza una guida stabile dopo la squalifica del presidente Zappi. Paparesta ha spiegato: “C’è un caos totale che è l’immagine di quello che è stato creato negli anni in questa associazione che è priva di una guida”. La mancanza di leadership e le continue vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vertici dell’AIA hanno lasciato gli arbitri senza punti di riferimento. Zazzaroni ha aggiunto che il problema è “vecchio, è storico”, ricordando come anche le precedenti gestioni siano finite tra polemiche e commissariamenti. In questo clima di incertezza, gli arbitri faticano a seguire le indicazioni di Rocchi, responsabile della CAN, che secondo i due ospiti cambia spesso opinione e direttive. Il risultato è una categoria disorientata, incapace di applicare in modo uniforme il regolamento e il protocollo VAR. La richiesta è quella di affidare il futuro dell’AIA a figure “eticamente non criticabili”, in grado di restituire credibilità e serenità all’ambiente.

Ripercussioni sul campionato e la corsa scudetto: il calcio giocato passa in secondo piano

La crisi arbitrale ha inevitabilmente avuto ripercussioni anche sul campionato di Serie A. Zazzaroni ha sottolineato come, ormai, si parli più di arbitri che di calcio giocato: “Noi non stiamo parlando di calcio, stiamo parlando solo di arbitri”. Nonostante ciò, il direttore del Corriere dello Sport ha ribadito la sua opinione sulla corsa scudetto: “Ho detto dall’inizio dell’anno: o l’Inter o il Napoli. Se il Napoli ha 47 infortuni come ha avuto fino ad adesso è l’Inter perché erano le due squadre decisamente più forti”. Milan, Roma e Juventus, secondo Zazzaroni, non hanno una rosa all’altezza per contendere il titolo. Per quanto riguarda le squadre favorite per la qualificazione in Champions League secondo il direttore del Corriere dello Sport le favorite sono Milan, Roma, Napoli e Juve mentre crede sia meno probabile l’arrivo tra le prime quattro di Atalanta e Como. Sul fronte comunicazione, Zazzaroni ha criticato i toni usati dal dirigente del Napoli Manna dopo Atalanta-Napoli, pur comprendendo la frustrazione. Infine, ha spiegato il silenzio di Conte come una scelta per evitare ulteriori polemiche. In conclusione, la puntata di Radio Goal ha fotografato un momento di grande difficoltà per il calcio italiano, dove la discussione sugli arbitri ha ormai oscurato quella sul gioco e sui risultati sportivi.

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