Restyling dello Stadio Maradona: il Comune di Napoli accelera i lavori per Euro 2032

Il direttore generale del Comune di Napoli, Pasquale Granata, spiega su Radio Kiss Kiss Napoli i dettagli del progetto di ristrutturazione dello stadio Diego Armando Maradona, chiarendo le polemiche e illustrando le prospettive future dell’impianto, anche in relazione al Calcio Napoli e agli eventi internazionali.

Il Comune di Napoli ha deciso di rinnovare lo stadio Diego Armando Maradona, con un progetto che punta a modernizzare l’impianto e renderlo più funzionale sia per il calcio che per altri eventi. Pasquale Granata, direttore generale del Comune, ha spiegato i dettagli e le motivazioni di questa scelta durante un’intervista su Radio Kiss Kiss Napoli.

Il progetto di restyling: tecnologia e nuove opportunità per il Maradona

Durante l’intervista con Vincenzo Perna, Pasquale Granata ha confermato che il Comune di Napoli ha finalmente un progetto concreto per il restyling dello stadio Maradona. Il direttore ha sottolineato che, dopo Italia ’90, l’impianto non ha subito grandi trasformazioni, se non qualche intervento di manutenzione ordinaria e i lavori per l’Universiade. Ora, grazie anche alle opportunità offerte da Euro 2032, il Comune vuole adeguare lo stadio alle nuove esigenze dell’impiantistica sportiva. Granata ha spiegato che sono stati realizzati dei rendering con la tecnologia BIM, presentati alla FIGC, che mostrano come sarà il nuovo stadio. I lavori principali, tra cui l’apertura del terzo anello, inizieranno al termine della stagione calcistica. Il direttore ha ribadito che la ristrutturazione avverrà comunque, indipendentemente dall’assegnazione degli Europei, perché Napoli merita uno stadio moderno e funzionale. L’obiettivo è rendere il Maradona un grande attrattore anche turistico, capace di ospitare eventi sportivi e musicali di rilievo internazionale.

Polemiche e chiarimenti: la posizione del Comune e della FIGC

Granata ha voluto chiarire alcune polemiche sorte negli ultimi giorni riguardo alla presenza dell’UEFA e alla convocazione degli incontri per il progetto. Ha mostrato la convocazione ufficiale dell’incontro con la FIGC, sottolineando che la Federazione agisce per conto dell’UEFA nell’organizzazione di Euro 2032. Il direttore ha invitato a concentrarsi sui fatti e non sulle discussioni sterili, ribadendo che la vera notizia è l’esistenza di un progetto esecutivo per il restyling dello stadio. Granata ha spiegato che il Comune non può aspettare le decisioni del Calcio Napoli o di Aurelio De Laurentiis per procedere con i lavori, perché è fondamentale non perdere l’occasione di candidare Napoli come sede degli Europei. Ha ricordato che già il 30 aprile dell’anno scorso era stato presentato a De Laurentiis un masterplan, ora diventato progetto esecutivo, e che il Comune è disponibile a collaborare qualora la società volesse costruire uno stadio di proprietà. Tuttavia, la ristrutturazione del Maradona andrà avanti comunque, per garantire alla città un impianto all’altezza delle aspettative.

Il futuro dello stadio tra calcio, eventi e turismo

Il direttore Granata ha evidenziato come il nuovo stadio Maradona potrà funzionare dal punto di vista economico anche a prescindere dal Calcio Napoli. Ha spiegato che lo stadio è già oggi un luogo molto richiesto per grandi concerti e altri eventi, che permettono di incassare cifre importanti utili a sostenere i costi di manutenzione. Granata ha citato l’esempio del Bernabeu di Madrid, che genera profitti non solo dal calcio ma anche da altri sport e attività commerciali. L’obiettivo del Comune è trasformare il Maradona in un grande attrattore turistico e culturale per la città, valorizzando la figura di Diego Armando Maradona e offrendo spazi per eventi di ogni tipo. Granata ha ribadito che, pur sperando che il Calcio Napoli continui a giocare nello stadio, il progetto di restyling è pensato per garantire la sostenibilità e la valorizzazione dell’impianto nel tempo. Ha concluso sottolineando l’importanza di rispettare il lavoro svolto dal Comune e di mantenere un approccio equilibrato nel dibattito pubblico.

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