Jannik Sinner parte fortissimo nella semifinale degli Australian Open e si prende il primo set contro Novak Djokovic con il punteggio di 6-3, imponendo fin dalle prime battute ritmo, solidità e grande lucidità nei momenti chiave. Un avvio autoritario dell’azzurro, che conferma il suo straordinario stato di forma e mette immediatamente pressione al campione serbo.
Il break decisivo arriva già nel secondo game. Sinner approfitta di un Djokovic ancora poco centrato, strappandogli il servizio grazie a un rovescio in spaccata che accende la Rod Laver Arena e costringe Nole a inseguire. Da lì in poi, Jannik gestisce il vantaggio con maturità, affidandosi a un servizio impeccabile e a una varietà di soluzioni che disorientano l’avversario.
Nel corso del set, l’italiano mostra numeri impressionanti al servizio, con percentuali altissime di prime palle in campo e diversi ace nei momenti più delicati. Emblematico il quarto game, quando Djokovic ottiene la sua prima palla break: Sinner la annulla con freddezza, piazzando una seconda di servizio coraggiosa e chiudendo poi il gioco ai vantaggi con un ace.
Djokovic prova a cambiare strategia, accorciando gli scambi e cercando maggiore aggressività, ma fatica a trovare continuità. Sinner, al contrario, resta sempre in controllo, alternando potenza da fondo e smorzate intelligenti, come quella che gli consente di tenere il servizio a zero sul 5-2.
Sul 5-3, con Djokovic incapace di incidere in risposta, Jannik non trema e chiude il set, confermando la sensazione di superiorità mostrata sin dall’inizio. Un primo parziale che pesa non solo nel punteggio, ma anche sul piano psicologico.
Sinner chiude il primo set dando un segnale chiarissimo: il livello è altissimo. Contro un Djokovic solido ma costretto a inseguire, l’azzurro dimostra di essere pienamente padrone della partita. Il cammino verso la finale passa da qui, con Alcaraz già in attesa.
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